Il distretto calzaturiero di San Mauro Pascoli punta tutto sulla ricerca

Redazione MondoPMI
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San Mauro Pascoli sorge in piena Romagna a pochissimi chilometri dal mare. La naturale collocazione vicina al fiume Rubicone la inserisce di diritto nel distretto calzaturiero tipico di quella zona.

La costruzione delle scarpe a San Mauro Pascoli ha origini molto lontane ed il principale protagonista è il “ciabattino”, così si chiama il calzolaio in quella zona. Sin dal 1600 viene registrata la presenza di questi nuovi professionisti della scarpa che si posizionavano sulla propria porta di casa e riparavano le scarpe in cambio di generi alimentari di qualunque tipo.

A partire dal 1900 la produzione delle scarpe “prende piede” arrivando fino alla preparazione di una calzatura completa, dalla materia prima al prodotto finito.

La piccola industria delle scape romagnola affronta anche le guerre mondiali giungendo alla ricostruzione del dopoguerra ad opera della famiglia Montanari scesa da Bologna per restituire vigore all’economia del distretto così talentuoso in quegli anni. Forti dell’esperienza a servizio dell’esercito italiano in guerra come fornitori di calzature, le famiglie Pollini, Mazzotti e Zoffoli riprendono l’attività espandendosi nei principali centri del commercio limitrofi.

In quegli anni la crescita economica fu particolarmente favorita dal miracolo industriale degli anni ’60, permettendo ai produttori del distretto di rendere internazionali i propri marchi. La calzatura Made in Italy viene quindi proposta in tutto il mondo entrando di diritto nell’importantissimo mercato del lusso. Tacchi, suole e tutte le materie prime venivano e vengono tutt’ora assemblate da abili mani che al termine alla filiera restituiscono un prodotto finito di altissima qualità.

La filiera del distretto della calzatura di San Mauro Pascoli comprende anche importanti professionisti al servizio dei più importanti marchi internazionali della moda vantando apparizioni nelle passerelle di tutto il mondo.

Oggi il mestiere del ciabattino viene praticato anche da moltissimi giovani grazie alle opportunità formative proposte dal Centro Ricerca e Scuola Internazionale Calzaturiera. L’obiettivo dell’ente è proprio quello di mantenere vivo il talento creativo nato sulle rive del Rubicone al fine di formare veri e propri professionisti della scarpa.

Oltre 50 aziende calzaturiere fanno parte del distretto e partecipano attivamente alla formazione. Ogni anno vengono prodotte posizioni lavorative preziosissime nel mondo artigiano garantendo l’80% di occupazione tra tutti gli ex-allievi del Centro Ricerca.

Il futuro è rappresentato sicuramente da una crescita nei mercati stranieri sempre più esigenti in termini di lusso sfrenato e pertanto la frontiera sarà proprio quella di offrire un prodotto calzaturiero di altissimo livello.