Il distretto del sughero sardo

Studio Baldassi
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La Sardegna, oltre ad essere una delle isole più grandi del Mediterraneo e una delle più importanti destinazioni turistiche italiane, è anche una delle più rilevanti produttrici a livello mondiale di sughero, superata soltanto dal Portogallo e dalla Spagna.

Se dal punto di vista economico l’insularità della regione è un punto di debolezza non indifferente, è comunque vero che proprio il clima isolano permette lo sviluppo della macchia mediterranea e, quindi, delle querce da cui il sughero viene ricavato. Le sugherete, infatti, occupano un totale di quasi 100 mila ettari in tutto il territorio regionale.

Tempio Pausania, capoluogo della Gallura, è senza dubbio il centro più importante della Sardegna per quanto riguarda la coltivazione del sughero, ma nella zona è presente anche un importante distretto di Piccole Medie Imprese che si occupano della sua lavorazione e della commercializzazione, sia del semilavorato sia dei prodotti finiti.

Tra le principali produzioni la cui materia prima è il sughero c’è sicuramente quella dei tappi, ma il potere isolante del materiale lo rende perfetto anche per la realizzazione di pannelli fonoassorbenti da impiegare nell’edilizia o di solette per le calzature. Le imprese della zona, quindi, lavorano lo stesso materiale ma con destinazioni d’uso anche molto diverse tra loro.

La Sardegna da sola fornisce 180 mila quintali di sughero l’anno, i due terzi della produzione nazionale, che vengono lavorati nel triangolo Tempio Pausania-Luras-Calangianus, ma data la grande presenza di piccole medie imprese che lo lavorano, la Sardegna riesce a soddisfare anche le esigenze di Portogallo e Spagna, tant’è vero che il distretto riesce a lavorare ogni anno almeno 50 mila quintali di sughero importato.

Nonostante questo, la lavorazione del sughero da sola non è sufficiente a garantire la tenuta dell’economia regionale. La necessità sempre più sentita è quella di investire sulle imprese che sono maggiormente radicate sull’isola e che utilizzano materiali, come il sughero, che sono parte integrante del territorio e che non possano essere delocalizzati.