Il distretto della pasta di Gragnano e lo scenario suggestivo della Valle dei Mulini

Il distretto punta ad entrare nei mercati internazionali, in particolare in quelli di Nord-America e Nord-Europa.

Redazione MondoPMI
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Distretto della pasta di Gragnano

Lungo il fiume Vernotico, in Campania, nella cosiddetta Valle dei Mulini, è sorto uno dei più antichi distretti industriali italiani. Il distretto della pasta di Gragnano risale al 1500 e nei suoi secoli di attività di strada ne ha fatta parecchia: oggi produce all’incirca 52 mila tonnellate di pasta all’anno, delle quali il 38% è destinato all’export. Nel 2003 è stato istituito un Consorzio del distretto al quale hanno aderito 14 pastifici, e che nel 2019 ha ottenuto il riconoscimento ufficiale della funzione di tutela, divenendo così un ulteriore strumento nell’azione di controllo sul rispetto del disciplinare che norma ogni aspetto produttivo.

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Nel 2013, inoltre, la pasta di Gragnano ha raggiunto una tappa importante vedendosi assegnare il marchio di Indicazione Geografica Protetta (Igp), il primo riconoscimento comunitario di qualità assegnato alla pasta in Italia e in Europa.

IL PROGETTO DI RECUPERO DELLA VALLE DEI MULINI

Nell’antichità erano tre gli ingredienti fondamentali per la realizzazione della vera pasta gragnanese: l’acqua sorgiva locale, la semola di grano duro e il lavorio meccanico dei mulini, costruiti nell’area attorno al borgo di Gragnano, e che hanno dato il nome alla suggestiva Valle che li ospita. Da circa 70 anni i mulini non sono più funzionanti e si sono trasformati in affascinanti ruderi, ma il desiderio del Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp è quello di restituire loro una nuova vita, recuperando quest’area con un progetto di restauro integrato e rimettendo in funzione un pezzo di storia di grande valore ma poco conosciuto.

IL FUTURO DEL DISTRETTO DELLA PASTA DI GRAGNANO

«Il comparto della produzione della pasta non solo è tornato ad essere la voce più importante dell’economia di Gragnano, ma ha stimolato anche un indotto di notevoli proporzioni che riteniamo possa ancora crescere con una politica a favore della formazione d’impresa nell’arte bianca e sollecitare la domanda di qualità attraverso mezzi molto puntuali ed innovativi» – ha affermato Rosario Lopa, portavoce della Consulta Nazionale dell’Agricoltura.

Il distretto punta ad entrare nei mercati internazionali, in particolare in quelli di Nord-America e Nord-Europa. Per farlo però, le aziende hanno prima bisogno di aumentare la propria produttività, e l’occupazione, e di investire nell’innovazione dei processi e dei servizi.

 

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