Il pane carasau: il cibo dei pastori che viene esportato

Redazione MondoPMI
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La gastronomia sarda è ricca di prodotti tradizionali che hanno varcato le soglie dell’isola fino a farsi conoscere ben oltre i suoi confini ed è spesso caratterizzata da prodotti semplici, di uso comune, ma dai sapori forti e decisi. Tra questi c’è sicuramente il pane, che in Sardegna viene prodotto in quasi 400 varianti diverse. Tra queste, il pane carasau è sicuramente il più conosciuto, sia per le esportazioni sia per il numero di Piccole Medie Imprese che lo producono.

Solo in provincia di Nuoro, infatti, il pane carasau viene prodotto in 167 forni che danno lavoro a 660 addetti,

Caratteristica principale del pane carasau è la croccantezza: Proprio per il rumore che si produce durante la masticazione, il pane carasau è conosciuto anche con il nome di carta musica. Ma è sempre la croccantezza a renderlo particolarmente funzionale al mondo agropastorale: la sua consistenza, infatti, gli permette di essere conservato per lungo tempo. In questo modo il pane carasau permetteva ai pastori, che restavano a lungo distanti da casa, impegnati nella cura delle greggi, di avere sempre a disposizione cibo da consumare.

Il pane Carasau è sempre presente nella cucina tradizionale Sarda, per la sua caratteristica di accompagnarsi perfettamente con ogni tipo di piatto. Consumato secco come contorno, può essere anche bagnato con una breve immersione in acqua per avvolgere salumi e formaggi tipici sardi.