Il panettone artigianale milanese cresce nelle esportazioni

Redazione MondoPMI
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Già famoso come “Re di Milano”, il panettone si è affermato quast’anno sulle tavole di tutto il mondo facendo registrare un aumento del 14% nelle esportazioni durante le ultime festività natalizie. Secondo un’indagine di Coldiretti, infatti, le vendite all’estero del tipico dolce natalizio milanese hanno fatto registrare numeri  record all’estero. Nonostante la crisi, quindi, la domanda di prodotti tipici italiani per imbandire le tavole delle feste è stata altissima.

Il panettone è dolce milanese per eccellenza, riconosciuto dai milanesi come uno dei più importanti simboli della città, è ormai prodotto glocal, con un business che arriva in Italia a 487 milioni di euro. Quasi dieci euro a testa.

Come spesso succede in questi casi, la storia della nascita del dolce è incerta: una delle storie più diffuse, comunque, risale alla secodna metà del ‘400, ai tempi del duca di Milano Ludovico il Moro quando il cuoco di corte aveva bruciato il dolce per il pranzo di Natale ed in tavola era stato servito un dolce che uno sguattero di nome Toni aveva preparato la mattina con degli avanzi della dispensa: farina, burro, uova, scorza di cedro, uvetta. Ovviamente tutti gli invitati al banchetto furono entusiasti del “oan de Toni”, da cui anche l’origine del nome Panettone.

Fino al secolo scorso il panettone veniva prodotto da artigiani, pasticceri e industrie dociarie principalmente a Milano, ma negli anni le produzioni su larga scala sono state dislocate in tutta Italia, mentre a Milano è rimasta la produzione artigianale, realizzata secondo la ricetta tradizionale.

Per salvaguardare il panettone, nel 2005 la Camera di Commercio di Milano ha deciso di registrare un marchioche certifica l’artigianalità della produzione, che avviene secondo i dettami di un rigido disciplinare  redatto dal “Comitato dei Maestri Pasticceri Milanesi“.