Il Pistacchio di Bronte: coltivazione cardine per l’economia siciliana

Redazione MondoPMI
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Alle pendici dell’Etna, in provincia di Catania, sorge una cittadina che è conosciuta in tutto il mondo per la produzione di quello che spesso viene definito “l’oro verde”, cioè il pistacchio di Bronte, coltivato su oltre 3.500 ettari di terreno in tutta la zona.

La produzione del pistacchio è una delle principali risorse economiche della località, ma soffre di una stagionalità particolare: i frutti verdi vengono raccolti ogni due anni nel mese di settembre, portando il raccolto sino a 30 mila quintali.

Nel corso degli anni gli abitanti e gli imprenditori di Bronte hanno saputo sfruttare la ricchezza data dall’oro verde creando una vera e propria filiera che coinvolge le piccole medie imprese di tutto il territorio circostante. Non vi è infatti persona che non sia coinvolta nel gustoso mondo del pistacchio: coltivatori, commercianti, esportatori e industrie dolciarie.

Se in Italia l’unica regione a coltivare il pistacchio è la Sicilia, nel Mediterraneo troviamo invece moltissimi paesi che propongono questo pregiato frutto a prezzi molto concorrenziali. Al fine di mantenere salda la leadership sulla qualità del pistacchio verde di Bronte le amministrazioni ed i principali attori della filiera sono dovuti intervenire certificando proprietà organolettiche, ottenendo il marchio europeo DOP ed entrando tra i presìdi Slow Food.

Grazie a tutte queste importanti iniziative, il pistacchio di Bronte è uno degli ingredienti chiave della produzione dolciaria siciliana e dei grandi salumifici conosciuti per la saporita Mortadella, ma viene anche utilizzato molto spesso insieme alla mandorla per la preparazione di dolci, torrone, marzapane aromatizzato e per l’apprezzatissimo gelato dal colore verde intenso.