Il riso di Baraggia, fonte di ricchezza per biellese e vercellese

Redazione MondoPMI
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Con una produzione di più di 14 milioni di quintali l’anno, l’Italia è il maggior produttore europeo di riso. Ed è dal Piemonte che proviene gran parte del riso prodotto a livello nazionale. In regione, infatti, si trovano più di 116 mila ettari di risaia nei quali vengono raccolti milioni di quintali di riso all’anno. Oltre alla provincia di Vercelli, anche quelle di Biella e di Novara presentano il paesaggio tipico delle risaie: vaste distese pianeggianti coperte di acqua sotto la quale crescono le pianticelle di riso.

Il riso piemontese prodotto in queste zone fa parte della DOP del Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, che insieme all’IGP del Vialone Nano Veronese costituisce l’eccellenza risicola nel panorama nazionale.

Per la loro vicinanza con le Alpi piemontesi, le risaie di Baraggia sono le prime ad essere irrigate dai torrenti di montagna e beneficiano delle estati fresche locali. Per queste caratteristiche e per la cura con cui viene coltivato il Riso di Baraggia ha una maggior tenuta alla cottura, una consistenza superiore e collosità modesta.

La coltivazione del riso in Piemonte fu introdotta tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, pare ad opera di Monaci benedettini, e nel corso dei secoli la produzione assunse sempre maggiore importanza per la zona al punto da farla diventare una delle principali fonti di ricchezza per i signori locali. La coltivazione del riso, infatti, permise di sfruttare terreni poco fertili e umidi che altrimenti sarebbero stati inadatti a tutte le altre colture, rendendoli molto redditizi.

Il riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP viene raccolto dalla fine dell’estate in base alle diverse specie (è disponibile al consumo nelle varietà Arborio, Baldo, Balilla, Carnaroli, S. Andrea, Loto e Gladio) ma viene comunque commercializzato tutto l’anno.