Il territorio della provincia di Varese deve tornare a credere nella propria industria

Studio Baldassi
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La crisi economica ha colpito moltissime realtà all’interno della provincia di Varese e non basta una leggera crescita della produzione e un buon export a riportare il sorriso tra gli imprenditori.

Il territorio deve tornare a credere nella propria industria”, afferma il presidente dell’Unione degli industriali Giovanni Brugnoli che lamenta una scarsa attenzione al mondo della produzione nel momento in cui occorre “il coraggio delle scelte”. Gli imprenditori chiedono un’ apertura per quelle aziende che, nonostante la congiuntura, vogliono investire sulla loro presenza nel Varesotto, creando così occupazione.

Durante la tradizionale conferenza stampa di inizio anno il Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese ha lanciato inoltre un messaggio ai Sindaci ed agli amministratori, “chiediamo decisioni prese nell’interesse generale anche a costo dell’impopolarità”, perché “il consenso non si insegue là dove nasce un comitato di protesta contro un ampliamento industriale”, ma lo “si costruisce su un progetto coerente di Paese e territorio”.

Brugnoli  ha spiegato che l’unione industriali proseguirà sulla strada del progetto di Internazionalizzazione, con l’obbiettivo di portare le Piccole Medie Imprese del territorio alla scoperta dei mercati esteri a più alto tasso di crescita. L’export varesino è infatti cresciuto, nel terzo trimestre 2012: +5,7% rispetto allo stesso periodo del 2011. Dopo la prima missione in Brasile di ottobre 2012, ora è in programma la seconda tappa: quella in Cina che si terrà a fine aprile.

Il Presidente ha poi fatto una richiesta alle amministrazioni locali “tornare a credere nella propria industria”, “ogni iniziativa di ampliamento o insediamento industriale deve essere sostenibile e deve superare tutti i passaggi necessari all’approvazione del progetto. Ma non capiamo perché, in attesa del responso di questi passaggi formali, si crei quasi sempre un fronte anti-impresa per partito preso”. Brugnoli punta il dito sugli studi che diffondono notizie inutilmente allarmanti sulle conseguenze dannose per l’ambiente che l’industria porterebbe con sé. Indagini che spesso ignorano del tutto il progresso delle tecnologie e dei sistemi di sicurezza.

Fonte foto: www.univa.va.it