Il torrone di Cremona: eccellenza del settore agroalimentare lombardo

Studio Baldassi
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La città di Cremona, nel sud della Lombardia a pochi chilometri dall’Emilia-Romagna, ospita un’industria fiorente, tra cui spicca senza dubbio quella agroalimentare. Emerge infatti, accanto a realtà come Negroni (salumi) e Auricchio (formaggi), la produzione dolciaria, nella fattispecie quella del Torrone, capitanata da Vergani e Sperlari.

Il Torrone prende il nome dal Torrazzo, il campanile della cattedrale di Cremona, risalente al XII secolo e alto ben 111 metri. I collegamenti tra il Torrone e la cattedrale non si limitano però solo al nome: infatti le due aziende, nel 1914, commissionarono ad un pittore la rappresentazione fittizia della creazione del dolce, immaginata nel 1441 in occasione delle nozze tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti e festeggiata con un dolce a base di mandorle, miele e bianco d’uovo, con la forma proprio del campanile.

In pratica, un’abile mossa di marketing territoriale. In realtà il dolce ha non meglio precisate origini arabe e attualmente non viene quasi più prodotto in modo artigianale a causa della faticosa produzione. Nonostante ciò, la produzione di torrone cremonese resta una delle più apprezzate e rinomate, insieme a quella di altre zone italiane. A testimonianza dell’importanza di questo prodotto per il territorio e per l’industria nazionale, Expo 2015 patrocinerà l’annuale Festa del Torrone per promuovere questa eccellenza italiana a livello mondiale. Oltre a questa partnership è evidente come la spinta internazionale, ma anche la sua innovazione tecnologica, passi attraverso un più ampio finanziamento alle imprese produttrici, non solo ai brand affermati ma anche alle PMI più ancorate al territorio. L’aumento dell’export dell’8% nel settore agroalimentare italiano verso la sola Unione Europea è un chiaro segnale di come l’uscita della crisi passi anche e soprattutto da qui: è necessario dunque fornire credito alle eccellenze del territorio.