Imprenditoria straniera: oltre 16mila nuove aperture in sei mesi

Redazione MondoPMI
0
0

Le imprese straniere consolidano la loro presenza e superano i tassi di crescita pre Covid.

Banca Ifis

L’imprenditoria straniera è una realtà versatile e dinamica

Secondo la rilevazione periodica di Unioncamere e InfoCamere, nel primo semestre 2021 il numero di imprese straniere in Italia è ulteriormente cresciuto. Il saldo tra le nuove aperture e le chiusure registrate tra gennaio e giugno è in positivo di oltre 16.000 unità.

Guardando ai dati degli ultimi anni si nota come l’imprenditoria straniera mostri segni di grande vitalità. Il saldo degli ultimi tre anni è in positivo e, dopo la frenata del 2020 dovuta al lockdown e alle misure restrittive, il numero di nuove imprese ha superato quello del 2019. Nel primo semestre 2019, infatti, il saldo tra aperture e chiusure aveva fatto segnare +10.000, nel 2020 +6.000 e quest’anno +16.000.

Il peso delle imprese straniere, cioè le imprese in cui la partecipazione di persone non nate in Italia è di almeno il 50%, si mantiene stabile in rapporto alle imprese italiane. È guidato da stranieri il 10,5% delle imprese italiane. Perlopiù si tratta di imprese di piccola o piccolissima dimensione: circa i tre quarti sono imprese individuali. Soltanto il 6,2% delle imprese straniere è organizzato sotto forma di società di persone e il 16,5% è una società di capitali.

Quali sono le regioni in cui è più forte la presenza di imprese straniere?

I dati forniti da Unioncamere e InfoCamere mostrano come la presenza di imprese straniere sia più forte nelle zone in cui è più sviluppato il settore manifatturiero. La regione che in assoluto conta il maggior numero di imprese straniere è la Lombardia, con 124.000 aziende straniere su un totale di 631.000 imprese guidate da stranieri. Seguono il Lazio e la Toscana. Il dato della Toscana risente naturalmente della massiccia presenza di imprese cinesi nel distretto tessile di Prato.

Quello della confezione di articoli di abbigliamento è il comparto dove è più evidente la presenza di imprese straniere, che costituiscono circa 1/3 del totale. Altri comparti in cui il ruolo delle imprese straniere è di primo piano sono quelli dei lavori di costruzione specializzati e quello della fabbricazione di oggetti in pelle. In entrambi i casi il numero di imprese straniere sfiora 1/4 del totale.

Il commercio al dettaglio è di gran lunga il settore in cui è più elevata la presenza di imprese straniere, seguito dal settore delle costruzioni e dalla ristorazione. Le imprese straniere attive nel settore del commercio sono quasi il 20% del totale.

La rilevazione fatta dalle Camere di Commercio italiane fotografa anche le variazioni nella composizione etnica delle imprese. Tra i trend più evidenti c’è la diminuzione del numero di nuove imprese marocchine, anche se questa rimane l’etnia più presente in Italia, e la riduzione delle nuove imprese di persone cinesi e del Bangladesh. Crescono, invece, gli imprenditori rumeni, albanesi e pakistani.

I numeri registrati dalla rilevazione di Unioncamere e InfoCamere dimostrano quanto il contributo delle imprese straniere sia importante per l’economia italiana. La loro vitalità contribuisce alla crescita del Paese e favorisce l’integrazione nel tessuto sociale ed economico delle persone di origine straniera.