L’export traina il settore della chimica italiana

I dati delle vendite all’estero dimostrano l’impegno delle imprese del settore su innovazione e internazionalizzazione.

Redazione MondoPMI
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chimica italiana

L’Italia è diventata uno dei cardini della settore chimico internazionale: a dimostrarlo sono i dati dell’export della chimica italiana che ha registrato una crescita del 9,5%, con picchi delle esportazioni verso la Cina (34,5%) e la Russia (20,1%).

Paolo Lamberti, neopresidente di Federchimica, ha dichiarato: “I dati delle vendite all’estero dimostrano l’impegno delle nostre imprese su innovazione e internazionalizzazione, con una crescita dei valori esportati (+22% tra il 2010 e il 2016) rilevante e, soprattutto, superiore a quella di gran parte dei concorrenti europei”. Secondo Lamberti la chimica italiana ha le caratteristiche necessarie a trainare la ripresa di tutto il Paese. Il risultato è dovuto soprattutto alle esportazioni, le quali hanno registrato un significativo aumento, mentre il mercato interno non ha saputo replicare la stessa performance pur facendo passi avanti. Complessivamente l’Ufficio studi di Federchimica ha valutato un aumento della produzione chimica italiana pari al 3% per i primi sei mesi.

Lamberti ha inoltre sottolineato come il suo mandato nasca nel segno della continuità come valore e del cambiamento come condizione necessaria per contribuire alla vera ripresa del sistema produttivo.

Nel percorso di crescita della chimica italiana avranno un ruolo di rilievo dati e formazione, i quali saranno gli elementi determinanti per la competitività. “I dati sono la nostra nuova e più importante materia prima, la formazione è fondamentale per favorire il cambiamento” commenta Lamberti, “e il mercato globalizzato impone la flessibilità dei sistemi produttivi che devono allo stesso tempo stare al passo con la tecnologia e sostenibilità”.

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IL RAPPORTO DELLA CHIMICA ITALIANA CON LA PA

Secondo l’ultima analisi svolta da Federchimica, l’Italia risulta il paese con il peggior rapporto tra Pubblica Amministrazione e imprese, almeno in riferimento alle procedure amministrative di interesse per la chimica italiana.  A tal proposito il presidente di Federchimica commenta: “serve un confronto tecnico più aperto e proficuo e un maggior coordinamento tra Enti pubblici per dare risposte tempestive e univoche alle imprese, così come avviene negli altri paesi europei, dove l’autorizzazione per la costruzione di un nuovo impianto chimico si ottiene in pochi mesi, mentre da noi ci vogliono anni, in molti casi lustri. Le lungaggini amministrative sono tra i fattori più negativi, che ci fanno perdere, tra l’altro, opportunità di crescita e sviluppo: non è raro che, soprattutto all’interno di gruppi multinazionali, un investimento programmato in Italia venga annullato e trasferito altrove“.

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Image credit: shutterstock