La cooperazione per combattere la crisi nella produzione conciaria campana

Studio Baldassi
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Forse non tutti sanno che la famosa giacca rossa a strisce nere che Michael Jackson indossava nel videoclip di Thriller ha origine italiane. La nappa con cui è stata realizzata, infatti, è stata lavorata in Campania, in un paese a cavallo fra le provincie di Salerno ed Avellino che è “capitale” di uno dei maggiori distretti di produzione conciaria a livello nazionale.

A Solofra e nei suoi dintorni operano circa 400 aziende di piccole o piccolissime dimensioni specializzate nella lavorazione di pellame ovicaprino per l’abbigliamento.

La zona comprende una vera e propria filiera di lavorazione delle pelli, visto che delle aziende presenti nel territorio meno della metà svolgono attività conciaria, mentre le altre rappresentano imprese di confezionamento, di prodotti chimici e di servizi utili alla lavorazione delle pelli.

Il distretto è caratterizzato dalla forte presenza di laboratori artigiani che storicamente hanno sempre fatto fatica ad integrarsi, a collaborare e ad agire in modo coordinato, ma la paura della crisi ha messo sotto pressione gli addetti del settore, che attualmente stanno cercando di cooperare in modo più stretto per raggiungere una maggiore competitività. A dare una mano alle imprese nel contrastare la crisi c’è anche il vantaggio derivante dalla tipologia di pelli trattate, cioè quelle ovicaprine, che ultimamente stanno incontrando il favore degli stilisti e dei manifatturieri per i pellami più morbidi, più luminosi e per i prezzi più contenuti rispetto a quelle dei pellami bovini e vitellini.

Negli ultimi anni, gli sforzi del distretto si sono concentrati sul miglioramento del modello produttivo, sia sotto il profilo tecnologico sia sotto il punto di vista gestionale, tramite finanziamenti alle aziende ed investimenti che hanno permesso l’adeguamento di molti impianti e che hanno dato nuovo impulso al ricambio generazionale. Molte risorse, poi, sono state investite nella salvaguardia dell’ambiente, al fine di ottenere il “marchio di eco-compatibilità del Distretto di Solofra” per contribuire al rilancio economico-produttivo dell’area.