La filiera dell’automobile in Piemonte fa fronte alla crisi della Fiat ma non a quella globale

Studio Baldassi
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Torino è la città dell’automobile per eccellenza in Italia ed è impossibile non pensare alla Fiat ogni volta che le parole “Torino” e “automobile” compaiono nella stessa frase.

La casa automobilistica torinese, infatti, è stata uno dei motori propulsori dell’economia del territorio lungo l’arco di tutto il ‘900, diventando negli anni una delle più importanti bandiere dell’industria italiana all’estero.

La produzione di automobili oggi non avviene più soltanto in Piemonte, ma esistono stabilimenti di produzione Fiat in tutta Italia e anche all’estero, ma il traino dell’industria dell’auto è comunque ancora forte per il torinese. Nei decenni, infatti, la Fiat ha portato alla nascita di un forte indotto, costituivo da moltissime attività minori propedeutiche alla realizzazione di macchine, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di accessori e componentistica per auto. La Fiat, quindi, è soltanto lo step finale di una importante filiera produttiva formata da centinaia di Piccole Medie Imprese che per essa lavorano.

Se qualche anno fa le aziende della filiera dell’auto piemontese avevano fatto fronte ad un periodo di crisi della Fiat grazie all’apertura verso altre aziende produttrici di automobili e soprattutto verso l’estero, ora queste strategie non sono più sufficienti a contrastare una crisi che non è più soltanto del principale committente, ma che è diventata globale. Internazionalizzare, quindi, non basta più.

E se anche qualche rara impresa riesce ad avere un buon mercato e a mantenere un buono stato di salute, spesso si trova ad avere a che fare con una committenza che magari non è altrettanto in buona salute e che si trova in difficoltà a pagare le commesse. Ecco che nuove forme di credito per le imprese, come il Factoring, diventano strategiche per le piccole aziende della filiera dell’auto.

Aspettare che la crisi passi non è il modo migliore per fare impresa oggi, occorre una mentalità imprenditoriale che sia in grado di accettare le nuove sfide e di ricercare le opportunità laddove sussistono. Ci vogliono imprenditori che non abbiano paura delle banche e che sappiano ideare strategie di rilancio forti, in grado di attirare investimenti e finanziamenti consistenti. I cicli economici insegnano che il mercato prima o poi riparte, tutto sta nel non farsi trovare impreparati quando succederà.