La lavorazione del ferro, storica arte delle valli bellunesi

Redazione MondoPMI
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Il bellunese è un territorio ricco di imprenditorialità che fanno capo a diversi settori, basti pensare all’occhialeria o al turismo sulle Dolomiti, ed è proprio la presenza di queste che è dovuto lo sviluppo di un’attività artigianale che nelle epoche passate ha dato grande lustro alla zona, cioè la lavorazione dei metalli.

L’arco dolomitico, infatti, è particolarmente ricco di minerali ferrosi. Questo ha consentito lo sviluppo dell’attività estrattiva, favorendo la nascita dei primi insediamenti urbani, e ha giocato un ruolo predominante nell’economia locale.

Anche se la lavorazione dei metalli non è più una delle attività primarie della zona, sono ancora presenti Piccole Medie Imprese artigiane che realizzano creazioni in grado di coniugare esigenze moderne al tratto antico, principalmente per quanto riguarda oggetti in ferro battuto, alari, lampadari e altri complementi d’arredo casa, realizzati anche in rame e ottone.

Dell’attività estrattivo mineraria molto praticata in passato rimangono ancora tracce importanti, che attualmente sono oggetto di importanti interventi di valorizzazione turistica. Nell’Agordino e in Zoldo rimangono le tracce di giacimenti che risalgono al XII secolo e che sono stati fonte di sostentamento per l’intera area fino ad esaurimento delle vene metallifere intorno al XX secolo. Queste vie, oggi, sono diventate caratteristici itinerari per gli amanti delle camminate in montagna e permettono ai turisti la scoperta di antiche tradizioni della zona, essendo ormai diventate parte integrante delle offerte turistiche tradizionali.

A testimonianza della lunga tradizione legata alla lavorazione dei metalli nell’alto bellunese, esistono ancora diversi laboratori artigianali, ma sono anche stati istituiti alcuni musei, come la Galleria d’Arte Moderna “Carlo Rizzarda” di Feltre, un museo di ferri battuti e arti decorative del primo ‘900, e il Museo dei Chiodi a Forno di Zoldo.