La liquidità scarseggia per il distretto orafo aretino

Il distretto orafo aretino è il più importante del settore a livello nazionale, con oltre mille aziende attive e quasi 8mila addetti

Redazione MondoPMI
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Anno difficile per il distretto orafo aretino che si trova a dover affrontare la crisi post-emergenza Covid-19. L’assenza di liquidità e la riduzione drastica degli ordini sta rendendo sempre più ardua la ripresa del comparto dell’oreficeria e della gioielleria, che è prevista forse per i primi mesi del 2021. Tra i fattori del collasso, anche l’assenza delle fiere di settore, uno dei motori principali per il business del settore, e la chiusura di importanti mercati esteri.

Banca Ifis

 

LE PRIORITÀ DEL DISTRETTO NELLA FASE POST-COVID

Giordana Giordini, presidente della sezione oreficeria e gioielleria di Confindustria Toscana Sud, si è fatta portavoce delle difficoltà del settore: “Abbiamo archiviato un 2019 con dati assolutamente positivi, soprattutto per quello che riguarda l’export, e anche il 2020 si era aperto molto bene, con una vivace Fiera di Vicenza foriera di tanti contatti da sviluppare. Poi, improvvisamente, l’emergenza Covid, il lockdown e il conseguente annullamento a catena di tutta una serie di importanti appuntamenti per i quali stavamo preparandoci con grandi aspettative“.

Tre sono i focus sui quali il distretto sta attualmente concentrando le sue forze per far fronte all’assenza di liquidità delle imprese:

  • La moratoria sulle date di rimborso dei finanziamenti
  • La moratoria sugli interessi sul prestito d’uso
  • La moratoria sul portafoglio commerciale

Un altro punto da gestire con urgenza è quello della cassa integrazione: le aziende del settore hanno già esaurito le 18 settimane a disposizione fino al mese di agosto, e richiedono di poter prorogare la CIG per ulteriori fino a dicembre, per affrontare il periodo più duro e garantirsi un l’ossigeno necessario a far fronte a pagamenti e adempimenti fiscali.

 

L’ANDAMENTO DEL DISTRETTO PRE-CRISI

Il distretto orafo aretino è il più importante del settore a livello nazionale, con oltre mille aziende attive e quasi 8mila addetti (141 in più rispetto al 2018). Il suo primato è confermato anche dall’export: nel terzo trimestre 2019 il valore delle esportazioni si attesta intorno ai 4miliardi, pari al valore complessivo dell’export nel 2018. Il divario con i competitor è particolarmente rilevante: Vicenza ha un export di 172milioni, Alessandria di 218milioni e Brescia di 1.190milioni, attestandosi come seconda provincia italiana dopo Arezzo nella classifica delle esportazioni di metalli preziosi. Analizzando i principali mercati di riferimento, al primo posto di confermano gli Emirati Arabi con 415milioni di euro, a secondo posto Hong Kong e al terzo la Turchia.

 

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