La Mortadella di Prato si avvia verso l’IGP

Redazione MondoPMI
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Forse non è la mortadella più conosciuta d’Italia, ma quella di Prato è una produzione di eccellenza che ha rischiato di sparire ma che, per fortuna, è riuscita a salvarsi e a conquistare un posto tra le eccellenze enogastronomiche del Belpaese.

La mortadella di Prato è un salume “povero” che tradizionalmente veniva fatto con le carni scartate dalla produzione della finocchiona o di seconda scelta, che venivano sottoposte ad una forte speziatura e ad un processo di bollitura.

Negli anni ’50 del novecento questa produzione era quasi completamente sparita, ma una salumeria di Prato trent’anni fa ha deciso di riscoprirla e, nel giro di qualche anno, la mortadella di Prato è tornata in produzione in molte PMI locali, fino ad ottenere l’attenzione di Slow Food e ad avviare il processo di riconoscimento del Marchio IGP, ad opera dall’Associazione di tutela della Mortadella di Prato in collaborazione con la Camera di Commercio.

Il disciplinare che è stato adottato prevede l’uso di suini nazionali alimentati senza l’utilizzo di mangimi contenenti organismi geneticamente modificati, l’uso limitatissimo di conservanti, il tipo di concia (aglio, macis, pepe, coriandolo, cannella, garofano, alchermes) e l’insacco in budello naturale.

Attualmente il disciplinare è al vaglio della Commissione europea che dovrà decidere sul rilascio della indicazione geografica protetta.