La Sardegna nell’Olimpo delle mete turistiche

Redazione MondoPMI
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Spiagge bianche, acqua cristallina, paesaggi da lasciare senza fiato. Queste e molte altre sono le peculiarità che rendono la Sardegna una delle mete favorite per i turisti di tutto il mondo che arrivano alla ricerca di relax in riva alle spiagge più belle durante il giorno e di locali e movida per la notte.

A partire dagli anni ’50, la Regione Sardegna ha dato il via a piani specifici per la valorizzazione turistica delle sue località costiere, che hanno portato l’Isola nell’Olimpo delle mete turistiche. Ma è negli anni ’70, con lo sviluppo di Porto Cervo e della Costa Smeralda, che il turismo in Sardegna inizia ad assumere i connotati elitari che ha ancora oggi. In quegli anni il settore si è sviluppato in maniera esponenziale, fino a diventare una delle principali attività economiche dell’Isola.

Le zone costiere della Sardegna, quindi, hanno iniziato a riempirsi di hotel, villaggi turistici e strutture ricettive di ogni genere, oltre che di case e ville che fanno pensare ad uno sviluppo edilizio incontrollato. Tutte queste infrastrutture turistiche hanno dato impulso alla ricettività di ospiti provenienti “dal continente” e non solo. Soprattutto per quanto riguarda turisti di fascia alta. Basta fare due passi lungo il porto a Porto Cervo per vedere yacht da sogno e per rendersi conto di quanto la Sardegna sia apprezzata come meta turistica da chi può permettersi di andare ovunque.

Il tessuto economico sardo è formato per la stragrande maggioranza da Piccole Medie Imprese che vivono di turismo o che fanno parte dell’indotto, visto che alimentano i propri affari grazie all’arrivo di turisti in Regione. Non solo hotel, ristoranti e locali, quindi, ma anche farmacie, parrucchiere e negozi possono beneficiare dei flussi turistici che ogni estate invadono la regione, spesso con possibilità di spesa molto elevate.

Ora tramite l’utilizzo di finanziamenti alle imprese turistiche, la Regione sta facendo tutto ciò che è in suo potere per destagionalizzare il turismo, tramite la valorizzazione dei beni culturali ed architettonici che la regione possiede, compresa la valorizzazione del patrimonio archeologico e l’implementazione del turismo di tipo convegnistico o sportivo.