La storia del jeans: da Genova agli armadi di tutti

Redazione MondoPMI
0
0

Genova è sempre stata una città profondamente legata al mare e alla navigazione. E proprio alla marineria è legata la storia di uno dei tessuti più utilizzati nella moda, ovvero il jeans.
Il suo nome, infatti, deriva dal francese “Gênes”, cioè Genova, che in inglese veniva storpiato e contratto in jeans. In origine il tessuto veniva fabbricato nella città francese di Nimes, da cui deriva la parola denim (De Nimes, appunto).

Questo tipo di tela veniva realizzata per confezionare le divise dei marinai genovesi già in epoca medievale. Si trattava di un tessuto molto resistente ed economico che serviva per confezionare i grembiuli degli operai del porto. Proprio per la sua resistenza il jeans era molto adatto anche ai lunghi viaggi dei marinai liguri, così venivano cuciti dei “calzoni da lavoro”, ideali per sopportare le intemperie e la vita in mare.

Pare che anche Giuseppe Garibaldi e i suoi garibaldini usassero pantaloni in denim durante le loro imprese, ma è soltanto nella seconda metà dell’ottocento che con il termine jeans vengono identificati anche i pantaloni. È stato Levi Strauss, infatti, che nel 1850 a San Francisco ha lanciato il primo modello di cinque tasche. Anche in questo caso il jeans era stato utilizzato per la sua resistenza, visto che si trattava di pantaloni pensati per i cercatori d’oro.

A conferma della grande tradizione che lega Genova all’industria dell’abbigliamento e, in particolare, a quella del jeans, c’è anche un singolare record inserito nel Guinnes dei primati. Nel 2004 al Porto Antico è stato esposto un paio di jeans di misure colossali, realizzato completamente in denim riciclato, grazie all’utilizzo di circa 1400 paia di pantaloni. Anche questo dimostra come Genova debba tutt’ora molto all’industria nautica e a quella dell’abbigliamento, che continuano a costituire due fra i settori più importanti in cui lavorano le Piccole Medie Imprese locali.