L’altopiano del Fucino, culla ideale per la produzione di patate

Redazione MondoPMI
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L’altopiano del Fucino è un’area pianeggiante in provincia de L’Aquila un tempo sommersa da un lago, a circa 700 metri sul livello del mare. Proprio il prosciugamento del lago ha lasciato in eredità ai marsicani un terreno fecondo e ricco di nutrienti. Il suolo ideale per la coltivazione di ortaggi di ogni genere di alta qualità. Tra questi, la più famosa è la patata del Fucino, che costituisce una risorsa economica di rilevante importanza per la zona, sin dagli anni ’50.

La patata viene coltivata in una zona ai piedi del Parco Nazionale d’Abruzzo, in un ambiente naturale salubre e incontaminato dove l’acqua per l’irrigazione dei campi è purissima e arriva direttamente dalle sorgenti di montagna. Tutte queste condizioni garantiscono la coltivazione di un prodotto di altissima qualità, non solo per quanto riguarda il suo gusto, ma anche per le caratteristiche organolettiche, che rendono la patata del Fucino adatta sia alla commercializzazione diretta, sia al mercato dei surgelati.

La zona dell Fucino può vantare tra 3.500 e 4.200 ettari destinati alla coltivazione della patata, in cui vengono coltivate annualmente oltre 40 tonnellate di tuberi.

Il mercato della patata del Fucino, però, non riesce ad essere strategico per la zona, come sarebbe nelle sue potenzialità, principalmente per due motivi: prima di tutto gli agricoltori abruzzesi hanno dovuto affrontare, nel corso degli ultimi anni, la concorrenza francese che ha portato ad un brusco abbassamento dei prezzi delle patate, e in secondo luogo il commercio della patata paga la carenza di magazzini di stoccaggio. Per questo motivo le patate devono essere vendute subito dopo il raccolto, visto che non ci sono abbastanza strutture dove poterle conservare. Anche questo contribuisce al crollo del prezzo all’ingrosso, mettendo in grossa difficoltà una produzione che, se valorizzata nel giusto modo, potrebbe essere un forte traino per la provincia aquilana.