L’arte orafa: una tradizione che rende grande Firenze dal Rinascimento

Redazione MondoPMI
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Firenze è una città che ha fatto della bellezza la sua bandiera in tutto il mondo. Conosciuta da tutti come una delle città simbolo della cultura italiana, la Città dei Medici è anche uno dei luoghi simbolo della lavorazione artigianale di oro ed argento.

Fondere, incidere, cesellare, incastonare, decorare, rifinire, forgiare metalli sono tra le attività più svolte a Firenze, dove anche uno dei suoi luoghi simbolo, Ponte Vecchio, è dedicato a queste particolari arti dei maestri orafi fiorentini. Ma anche gli stretti vicoli dell’Oltrarno sono pieni di piccole botteghe artigiane in cui da più di cinquecento anni gli artisti dei metalli preziosi creano a mano e secondo antiche tecniche, preziosi d’ogni genere e d’ogni stile.

Le PMI orafe fiorentine, quindi, non si limitano alla produzione di gioielli, ma arrivano fino alla creazione di portavivande, vassoi, scatole, tabacchiere e cornici. Non va dimenticato, infatti, che la lavorazione artistica dei metalli a Firenze si esprime anche nelle porte in oro e bronzo del Battistero, nella croce del Pollaiolo, nelle opere di Lorenzo Ghiberti, Andrea Pisano e Benvenuto Cellini che mostrano il legame e le contaminazioni tra architettura, pittura e arte orafa del Rinascimento.

La tradizione orafa fiorentina affonda le sue radici nel Cinquecento, quando all’oro e all’argento era affidato il compito di rappresentare e incrementare il prestigio artistico e culturale del Rinascimento, in linea con la concezione unitaria delle arti tipica dell’epoca. Nel 1593, quindi, il granduca Ferdinando I De’ Medici decreta il trasferimento delle botteghe di orafi, argentieri e gioiellieri sul Ponte Vecchio nell’intento di controllare meglio la correttezza dell’operato di questi artigiani. È così che è nata la storia di uno dei luoghi più emblematici della città e di una delle arti che la rendono più famosa in tutto il mondo.