Le energie rinnovabili invadono anche il bellunese

Studio Baldassi
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La provincia di Belluno è una zona che, grazie alla sua morfologia, può contare su molte risorse naturali che la rendono il luogo ideale per lo sviluppo di energia da fonti rinnovabili: i suoi corsi d’acqua, primo fra tutti il Piave, e i tanti dislivelli che questi fiumi affrontano rendono la zona ideale per la produzione di energia idroelettrica, mentre la presenza di grandi boschi permette la produzione di energia da biomasse. Lo sfruttamento di queste fonti di energia è ormai una solida tradizione che si perpetua da oltre un secolo, soprattutto per quanto riguarda l’energia idroelettrica.

Non sorprende, quindi, che nel territorio si trovino molte Piccole Medie Imprese che si occupano della produzione e commercializzazione di energia da fonti rinnovabili.

Al momento della sua costituzione, il distretto delle energie rinnovabili del bellunese comprendeva ben 119 aziende, operanti nei settori di analisi, produzione, progettazione e commercializzazione dell’energia, per un totale di 3526 addetti.

Il distretto è nato con lo scopo di coinvolgere le piccole e medie aziende del territorio, gli enti pubblici e gli enti di ricerca, innovazione e certificazione in una fitta rete di collaborazioni in grado di valorizzare l’intero sistema e non le singole imprese.

Le azioni del distretto sono volte a promuovere l’inserimento delle singole aziende o associazioni nel campo delle energie rinnovabili e ad attrarre finanziamenti alle aziende sul territorio affinché le PMI che vi hanno sede possano continuare a crescere. Questo è possibile anche grazie agli investimenti realizzati finora in ricerca tecnologica e in formazione: molte sono le collaborazioni con gli istituti universitari che si trovano nella regione e nelle zone limitrofe, ma esistono anche centri di ricerca dedicati, come il Laboratorio Biocombustibili Solidi.

Le attività del distretto per le energie rinnovabili di Belluno non saranno funzionali soltanto alle aziende che ne fanno parte ma, più in generale, potranno dare un grande contributo al rilancio e allo sviluppo della montagna bellunese.