Le Terme Euganee cercano il rilancio puntando ai giovani e allo sport

Studio Baldassi
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Padova non è soltanto una città universitaria e turistica, simbolo economico e culturale del nordest, ma è anche conosciuta a livello internazionale per le Terme che si trovano a pochi chilometri dal centro della città. Il bacino termale di Abano e Montegrotto, infatti, è rinomato in tutto il mondo per le proprietà curative delle acque che sgorgano in queste località ai piedi dei Colli Euganei.

Il turismo termale, quindi, ha permesso alla zona di crescere moltissimo nel corso degli anni, con il proliferare di hotel ed alberghi di qualsiasi tipologia che offrivano alla clientela inalazioni, fanghi e idrokinesiterapia in grado di alleviare molteplici patologie, ma anche di molti altri servizi turistici che costituiscono l’indotto della zona. Dalle pizzerie ai trasporti, dai negozi alle Piccole Medie Imprese, dai servizi sportivi agli agriturismi.

Negli anni ’80 la Provincia di Padova era una vera e propria forza economica. Un tessuto imprenditoriale invidiabile che dava una spinta propulsiva all’intero nordest e che affiancava ad una solida economia anche un bacino termale unico in Italia che era meta prediletta per i tedeschi e per una tipologia di turista particolarmente abbiente.

Forse anche per questo, nel corso degli anni, le Terme hanno smesso di essere associate al benessere e si è diffusa l’idea che siano un posto “per pensionati”. È chiaro che in questo pesa fortemente anche il fatto che gli hotel sorti nel corso degli anni abbiano fatto fatica a rinnovarsi, non solo negli arredi ma anche nell’offerta, rimanendo purtroppo ancorati ad una tipologia di struttura che funzionava negli anni ormai andati.

Le iniziative in favore del rilancio termale del bacino Terme Euganee ormai si susseguono una dietro l’altra, ma forse proprio perchè manca una vera e propria sinergia tra enti di diversa natura tutte queste azioni sembrano non portare ai risultati sperati.

Negli ultimi tempi, in particolare, le Terme stanno tentando di rilanciarsi anche come centro riabilitativo sportivo, viste le proprietà curative dei loro fanghi, puntando quindi ad una clientela più giovane. Ma il limite della zona rimane strutturale. C’è bisogno di svecchiare l’intero sistema per poterlo davvero rendere appetibile a una fascia d’età più bassa. Hotel più curati e meno classici, infrastrutture più moderne, attività ricreative volte davvero ad una clientela dinamica e sportiva. Gli albergatori devono ricominciare a pensare ai loro hotel come a delle vere e proprie imprese, a gestirle con mentalità aziedalista e con visione di lungo periodo. Servono finanziamenti da parte degli istituti di credito, linee d’azione precise stabilite da un sistema di rete, iniziative sinergiche lungimiranti fra gli enti del territorio. Dal rilancio del turismo termale ne trarrà giovamento l’intera zona. I finanziamenti per il rilancio del turismo termale non serviranno soltanto agli hotel, ma rimetteranno in moto anche le PMI della zona, che necessitano di altrettanti investimenti.