L’economia del canavese al servizio delle produzioni televisive

Studio Baldassi
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Il Piemonte è una Regione che ospita nel suo territorio tipologia di produzioni tra loro molto diverse: dai vini del cuneese alle automobli, dalle nocciole all’elettronica. Ma negli ultimi anni c’è un settore un po’ particolare che ha preso piede nel Canavese e che ha dato grande impulso per la ripresa del territorio, cioè quello delle produzioni televisive.

Nel 2001, infatti, Mediaset ha iniziato a produrre una serie televisiva a lunga serialità ambientata proprio a Torino, all’interno del centro commerciale Centovetrine, da cui la soap trae il nome. Nel giro di pochissimo tempo la serie è iniziata a raccogliere un buon numero di ascoltatori e con la crescita di pubblico sono cresciuti anche gli investimenti produttivi. Sono nati così i Telecittà Studios di San Giusto Canavese, che ben presto hanno iniziato ad ospitare oltre ai set di Centovetrine anche quelli dell’altra soap made in Mediaset, Vivere.

L’apertura degli studi televisivi è stata vista dal Canavese come un’ancora di salvezza in un momento difficile che vedeva il territorio orfano della Olivetti e che poi ha subito un ulteriore colpo con la chiusura di un ramo della Pininfarina.

In dieci anni la produzione delle due soap operas ha portato una ricaduta valutata intorno ai 140 milioni di euro, 57 dei quali direttamente reinvestiti sul territorio per pagare alberghi, ristoranti, comparse, location e tecnici.

Negli ultimi anni, però, la crisi non ha risparmiato neanche la “piccola Hollywood piemontese”, al punto che Mediavivere (la società che produce Centrovetrine) ha più volte interrotto le riprese a causa dei costi di produzione elevati e della volontà di Mediaset di ridimensionare la serie televisiva. Le conseguenze sono ben immaginabili: centinaia di dipendenti senza lavoro tra parrucchieri, estetisti, tecnici, montaggisti, comparse, dipendenti della mensa e via dicendo, ma anche l’indotto ne ha risentito pesantemente. Un hotel che ospitava i membri del cast e delle troupe ha addirittura dovuto chiudere.

Una fitta rete di Piccole Medie Imprese che avevano resistito all’arrivo della crisi grazie alla soap opera ha dovuto fare i conti con i tagli di una grandissima azienda, come Mediaset. E se fino a qualche anno fa gli imprenditori del Canavese avevano potuto permettersi di ingrandire le proprie attività grazie a finanziamenti alle aziende e a prestiti da parte degli istituti di credito, all’improvviso la tendenza si è invertita al punto da rendere inutili gli investimenti fatti soltanto pochi mesi prima. I mutui contratti per pagare gli ampliamenti delle attività, però, rimangono. Pochi mesi fa Mediaset ha commissionato la produzione di circa 200 nuove puntate della soap e quindi gli imprenditori locali possono prendere una bocca d’ossigeno. Almeno per ora.