L’economia riparte dal Franciacorta e dai microbirrifici

Studio Baldassi
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La città di Brescia è famosa per saper affrontare i momenti difficili, tanto che è stata soprannominata la “Leonessa d’Italia” per i dieci giorni di resistenza agli austriaci durante il Risorgimento Italiano. Così anche in questo periodo di congiuntura economica, grazie alla caparbietà dei suoi imprenditori, il comparto produttivo di Brescia sta cercando di reinventarsi per superare al meglio il difficile momento.

Un esempio sotto gli occhi di tutti è il fenomeno dei microbirrifici, ben 12 nel Bresciano, escludendo quelli aperti “in franchising”: solo nel 2010 erano meno della metà. La birra artigianale è diventata negli ultimi anni la protagonista di una nuova cultura del buon bere, riempiendo i bicchieri dei bar e dei prestigiosi saloni Slowfood. Ecco che tale tendenza ha fatto nascere una nuova realtà imprenditoriale, con opportunità di business che il sistema Bresciano ha sfruttato a pieno.

Non solo birra, però: nei locali di Brescia ampio spazio è dato anche al vino. Il famosissimo spumante Franciacorta è infatti prodotto in questa provincia che punta molto sulla viticoltura, un settore che dà lavoro a moltissime persone nel territorio. Così, mentre circa la metà degli studenti italiani dice di essere pronta ad espatriare all’estero perché non vede prospettive occupazionali nel nostro Paese, Brescia offre 400 posti di lavoro per far fronte alla vendemmia in Franciacorta.

Nonostante la difficile situazione, questa provincia dimostra ancora una volta di essere un territorio ricco di occasioni, senza dimenticare però che un completo rilancio dell’economia si potrà ottenere solamente grazie al finanziamento delle imprese in difficoltà, ma virtuose e con potenzialità inespresse.