Lo stato di salute delle PMI secondo l’indice NSA

Redazione MondoPMI
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Ogni anno, l’nsaPMIndex fornisce un’indicazione sullo stato di salute delle PMI italiane.

Banca Ifis

Cos’è l’nsaPMIndex

L’nsaPMIndex è un indice calcolato annualmente dall’Ufficio Studi del Gruppo NSA in collaborazione con il Dipartimento di studi aziendali dell’Università degli Studi di Bologna. L’indice viene elaborato annualmente a partire dal 2018 e parte da una base di valore pari a 100.

L’indice, attraverso l’elaborazione dei dati contenuti nei bilanci depositati e riferiti all’anno precedente, fornisce una misura dello stato di salute delle piccole e medie imprese italiane, tenendo conto di diversi indicatori di bilancio. Tra i parametri presi in considerazione ci sono i dipendenti, la liquidità, gli investimenti e l’andamento della crescita aziendale.

Lo studio si concentra esclusivamente sulle PMI, che rappresentano circa la metà del PIL nazionale e occupano circa l’80% della forza lavoro complessiva del Paese. L’indice è elaborato dal gruppo NSA, specializzato nell’intermediazione creditizia, e fornisce un’indicazione sintetica dello stato di salute delle imprese. Il valore dell’indice può essere utile ad altre istituzioni che operano nel mercato creditizio o può fungere da strumento di conoscenza dell’andamento della situazione macroeconomica italiana.

Qual è lo stato di salute delle PMI italiane dopo lockdown e restrizioni?

L’indice nsaPMIndex 2021, calcolato sulla base dei bilanci del 2020, è in peggioramento di oltre due punti rispetto all’anno precedente. L’indicatore è passato da un valore di 105,68 del 2020 a 102,99 del 2021. A influire sulla riduzione dell’indice sono stati soprattutto l’impatto del lockdown e la crisi scaturita dalla pandemia.

Il lockdown e le chiusure delle attività commerciali hanno causato un notevole peggioramento dell’indice di liquidità delle PMI italiane. Il peggioramento nello stato di salute delle imprese è piuttosto generalizzato, con il solo settore edile che mostra un andamento in controtendenza. Grazie al bonus 110%, le imprese edili hanno superato indenni la pandemia e hanno migliorato il loro stato di salute complessivo.

A far registrare i risultati peggiori sono state le imprese dei settori del commercio, dei servizi e dei trasporti. Ha invece retto bene alla pandemia il settore manifatturiero, che ha fatto registrare risultati in linea con quelli degli scorsi anni.

Alla presentazione dei risultati dello studio è intervenuto Massimiliano Marzo, professore dell’Università di Bologna, che ha auspicato una riforma fiscale in grado di supportare le piccole e medie imprese in particolare sul piano della liquidità. Tra le novità suggerite c’è in particolare l’eliminazione del sistema degli anticipi fiscali, che molto spesso blocca la liquidità aziendale, impedisce alle imprese di utilizzare quelle risorse per finanziare la crescita aziendale e in diversi casi impone loro di indebitarsi per poter eseguire i versamenti.