L’olivicoltura al centro dell’economia ligure con l’olio DOP della Riviera

Studio Baldassi
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La focaccia ed il pesto sono probabilmente i due piatti più conosciuti della tradizione gastronomica ligure. Per quanto si tratti di cibi diversi, però, si tratta di due prelibatezze che hanno in comune l’utilizzo dell’olio come elemento principe.

La Liguria, infatti, è una regione fortemente votata all’agricoltura, soprattutto alla coltivazione di uliveti sui caratteristici terrazzamenti che costituiscono una delle particolarità del paesaggio locale. Le provincie di Imperia e Savona, in particolar modo, ospitano molte aziende agricole che coltivano olive da trasformare in olio nei numerosi frantoi che si trovano nella zona.

L’eccellenza qualitativa dell’olio prodotto è certificata anche dal marchio DOP della Riviera Ligure, che designa un prodotto agroalimentare il cui intero ciclo produttivo, dalla materia prima al prodotto finito, si svolge in un’area geografica ben delimitata, non riproducibile altrove.

Della filiera produttiva dell’olio di oliva della riviera ligure fanno parte 629 imprese tra olivicoltori, frantoiani, intermediari e confezionatori. Fra queste, 558 aziende fanno parte del consorzio di tutela. Nella campagna 2012/2013 la filiera ha messo in commercio ben 3.756,32 quintali di olio extra vergine di oliva.

Il consorzio di tutela Riviera Ligure DOP è sostenuto da importanti finanziamenti che derivano dal Programma di Sviluppo Rurale e dal Fondo Europeo per l’Agricoltura, erogati tramite la Regione Liguria, ma può contare anche sull’aiuto delle associazioni di categoria di cui le aziende produttrici fanno parte.