Marche: due DOP in una regione per l’olivicoltura

Redazione MondoPMI
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Attraversare le Marche, anche durante un viaggio in auto, vuol dire trovarsi immersi in mezzo a colline piene di girasoli o a piante di ulivi. Non per niente si tratta di una delle regioni italiane tra quelle che hanno la produzione più elevata di olive e di olio.

Rispetto alla dimensione provinciale, si registra una differenziazione abbastanza marcata tra le varie superfici ad olivo, con due Province, Ascoli e Macerata, più coinvolte nella coltura con il 32% e il 25%, seguite dalle province Ancona col 18%, Pesaro e Urbino con il 9% e Fermo con il 17%.

L’olivicoltura marchigiana copre una superficie pari a circa 9.500 ettari, mentre la produzione di olive da olio si attesta intorno alle 29.000 tonnellate. Quasi il 17% della superficie olivetata è coltivata con metodi di produzione biologica.

La produzione di olio di oliva nelle Marche, per la campagna 2013/2014, si è attestata intorno alle 3700 tonnellate, con una contrazione pari al 10% rispetto ai livelli raggiunti nella precedente campagna, suddivisa in due distinte aree di produzione, entrambe DOP.

La prima è quella dell’olio nella provincia di Cartoceto, in Provincia di Pesaro e Urbino, mentre l’altra è quella di Ascoli, dove si produce la “Oliva Tenera Ascolana del Piceno” DOP, che copre 60 Comuni della provincia di Ascoli Piceno e 26 della provincia di Teramo.