Maturità digitale: le imprese del settore finanziario guidano la classifica

Soltanto una piccola parte delle PMI italiane ha un approccio avanzato all’innovazione digitale.

Redazione MondoPMI
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Per le PMI sono prioritari gli investimenti in innovazione e competenze digitali.

 

Banca Ifis

 

Quanto se la cavano con la maturità digitale le PMI italiane?

La trasformazione digitale ha subito un’accelerazione durante la pandemia ed è uno dei pilastri su cui si basa il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le PMI italiane, da sempre poco competitive da questo punto di vista, hanno in parte sfruttato le potenzialità del digitale per affrontare le difficoltà della crisi, ma il panorama è ancora molto frammentato.

Una cosa è certa: dalla rilevazione condotta dall’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI emerge che le piccole e medie imprese che presentano i livelli più alti in termini di maturità digitale ottengono anche migliori risultati dal punto di vista economico e una migliore resilienza.

Le PMI costituiscono una parte rilevante del sistema produttivo italiano e favorire la trasformazione digitale di queste imprese si tradurrebbe in una forte spinta allo sviluppo economico dell’intero Paese.

Durante il 2020 è cresciuto notevolmente il numero di PMI che hanno iniziato a vendere online. La decisione di iniziare a usare delle piattaforme di ecommerce è stata in molti casi una reazione alle misure restrittive imposte per contenere i contagi. Poco meno della metà delle PMI intervistate considera l’ecommerce una delle priorità di investimento per il 2021.

La gestione digitalizzata dei documenti è l’aspetto sul quale le piccole e medie imprese italiane fanno registrare i migliori risultati: circa il 90% delle PMI ha adottato una soluzione di questo tipo. Cresce anche il numero delle imprese che ha scelto dei servizi in cloud, arrivando a sfiorare il 70% del totale.

Dai dati emerge che c’è ancora da lavorare sul piano culturale. Soltanto poco più della metà delle PMI italiane si ritiene a buon punto nel processo di trasformazione digitale o ha deciso di lavorare in questa direzione, mentre oltre il 40% non lo ritiene un investimento determinante o lo ritiene troppo costoso. I principali ostacoli all’innovazione digitale delle PMI sembrano essere la mancanza di know how nelle risorse umane e le difficoltà legate a una distribuzione non omogenea delle competenze all’interno delle aziende.

Quali sono i settori più maturi dal punto di vista digitale

La società ByTek, in collaborazione con l’Università della Tuscia e l’Istituto Tecnico EconomicoPaolo Savi” di Viterbo, ha analizzato i siti internet di oltre 6.000 imprese italiane, per comprendere il loro grado di maturità digitale. L’analisi si è concentrata in particolare su tre parametri:

  • la valutazione della user experience del sito;
  • l’ottimizzazione di sito e contenuti per i motori di ricerca;
  • i sistemi adottati per il tracciamento dei visitatori.

I risultati mostrano che le aziende più mature dal punto di vista digitale sono quelle dei settori finanziario e assicurativo, seguite dalle imprese del settore dell’istruzione e da quelle che svolgono attività artistiche. Agli ultimi posti della classifica ci sono invece le imprese delle costruzioni e del settore immobiliare. Analizzando la distribuzione geografica delle imprese, si nota come le province che hanno fatto registrare i migliori risultati sono Milano, Bolzano e Trento.

Le imprese che vogliono misurare il proprio livello di maturità digitale possono sfruttare il servizio gratuito SELFI4.0, messo a disposizione dai Punti impesa digitale delle Camere di Commercio. Il servizio permette di fare un’autovalutazione sulla base di un questionario online che indaga sul livello di innovazione digitale di otto diverse aree aziendali.