Motor Valley: una fonte di ricchezza e prestigio nel cuore dell’Emilia-Romagna

La filiera motoristica emiliana è composta da 16.500 imprese per oltre 66 mila addetti.

Redazione MondoPMI
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Motor Valley

Nota in tutto il mondo per la sua cultura, l’arte e la cucina, l’Italia è famosa anche per un altro suo fiore all’occhiello, non meno importante di tutti gli altri: i motori. In particolare, c’è una zona nel cuore dell’Emilia-Romagna che racchiude gran parte della storia automobilistica italiana: la Motor Valley.

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Si tratta di un distretto che racchiude, oltre alle industrie dei marchi più noti come Ferrari, Ducati, Lamborghini e Maserati, anche quattro autodromi internazionali, sei centri di formazione specializzati, sei case costruttrici, undici musei, 19 collezioni di auto d’epoca e 188 team sportivi. La Motor Valley si estende per 300 chilometri lungo la Via Emilia, da Rimini a Piacenza, e riunisce tutto il know-how dell’industria automobilistica italiana.

 

LA MOTOR VALLEY DEVELOPMENT

Per valorizzare al meglio le potenzialità della Motor Valley, è nata un’associazione no profit che riunisce attorno ad un unico tavolo i grandi brand motoristici della regione, i musei, le collezioni private e gli organizzatori di eventi a stampo motoristico: la Motor Valley Development. L’obiettivo dell’associazione è di fare della Motor Valley un degli asset più importanti della promozione turistica sui mercati internazionali.

 

MOTOR VALLEY: UNA RISORSA DA 301 MILIONI DI EURO

La filiera motoristica emiliana è composta da 16.500 imprese per oltre 66 mila addetti, e rappresenta il 10% dell’intera filiera nazionale. L’export si aggira intorno ai 5 miliardi di euro e qualifica la Regione in terza posizione per rilevanza nel settore motoristico nazionale.

Oltre ad essere un polo industriale, la Motor Valley è anche un prodotto turistico: le due fabbriche sono visitabili, senza contare le numerose mostre e collezioni che ogni anno attirano migliaia di visitatori. Nel 2019, i visitatori di musei e gli spettatori di eventi negli autodromi romagnoli sono stati 1,8 milioni di cui il 44% italiani e il 56% di provenienza straniera. La ricaduta economica derivante dal turismo in quest’area ammonta complessivamente a 301 milioni di euro.

 

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