Nautica italiana a gonfie vele nel quinto rapporto CNA

Il settore ha visto una crescita del 15% nel 2015 e dell'11% nel 2016.

Redazione MondoPMI
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Secondo il quinto rapporto CNA sulla filiera dalla nautica da diporto, un’imbarcazione su dieci è realizzata in Italia. L’Italia si afferma così al secondo posto tra i produttori di imbarcazioni preceduta solamente dagli Stati Uniti, i quali detengono il 43% del mercato globale. Negli anni passati, il settore della nautica ha risentito degli effetti negativi della crisi economica: se nel 2008 il fatturato del settore nautico si attestava a 6 miliardi di Euro, nel 2014 si è registrato un decremento pari a 1,7 miliardi. Il 2015 e 2016 hanno visto una ripresa del fatturato del settore che è cresciuto rispettivamente del 15% e dell’11% nei due anni. Il trend positivo è stato dovuto principalmente alle esportazioni, che compongo il 90% del totale del fatturato. Nel mercato estero la migliore performance si è registrata nel mercato statunitense, dove l’Italia si aggiudica il ruolo di primo fornitore straniero.

Per quanto riguarda i segmenti di prodotto, l’Italia è leader mondiale nella produzione di yacht, e occupa posizioni di leadership per i maxi rib, ovvero i gommoni di grandi dimensioni, e per la cantieristica velica di grandi dimensioni.

Il fatturato è composto per:

  • il 56% dalla produzione;
  • il 37% da accessoristica;
  • il 9% da motoristica;
  • l’8% refit & service, rimessaggio e servizi costieri.

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Le PMI nel settore della nautica

Il settore della nautica italiana è caratterizzato dalle piccole e medie imprese, soprattutto per quanto riguarda il su misura richiesto dai clienti, che va dagli interni e arredi alla strumentazione di plancia e apparecchiature di sicurezza.

Questa filiera produttiva è detta “piccola nautica” e include al suo interno tutte le imprese con fatturato inferiori ai 5 milioni di euro. Nel 2015 la filiera contava circa 2.800 imprese che impiegavano oltre 11.000 addetti e generando un fatturato di 934 milioni di Euro. La maggior parte delle imprese hanno sede in Toscana, Liguria e Lombardia, rispettivamente il 22%, 17% e 8% del totale.

Sono state avanzate delle proposte per far crescere il settore, a fronte di alcune misure che hanno allontanano la clientela come la tassa di possesso sulle imbarcazioni da diporto. È emersa la necessità di incentivare e di valorizzare l’integrazione funzionale tra i cantieri e la rete dei sub-fornitori e componentisti specializzati, anche alla luce dell’esperienza positiva che si è verificata in altri settori. Inoltre per richiamare la clientela straniera devono essere razionalizzati i regimi amministrativi e controlli e semplificata la normativa, prendendo esempio da Paesi concorrenti come Francia e Spagna. Infine deve essere potenziata la rete di infrastrutture di porti e approdi turistici: nelle coste italiane sono presenti ogni 14 km, mentre in Francia ogni 8 km e Spagna ogni 6 km.

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Image credit: shutterstock