Nel network il segreto per ottenere finanziamenti per il distretto calzaturiero del Polesine

Studio Baldassi
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C’è un comune in Provincia di Rovigo che fino a qualche anno fa era il paese dei balocchi per tutte le donne appassionate di scarpe. Si chiama Villanova del Ghebbo, ed insieme alla vicina e più grande Lendinara costituiva uno dei fiori all’occhiello nell’economia locale. Ma negli ultimi anni i cartelli che segnalavano gli spacci di aziende calzaturiere sono stati tristemente sostituiti da cartelli con la dicitura “vendesi”.

Prima le difficoltà ad accedere al credito e la carenza di finanziamenti alle imprese, poi l’avanzare della crisi hanno messo in ginocchio le aziende del distretto calzaturiero polesano. Erano più di un centinaio le attività che fino a qualche anno fa operavano nella zona tramandando la tradizione e i segreti del mestiere di padre in figlio e dando lavoro a decine di operai altamente specializzati nella realizzazione di un prodotto di grande qualità, sia in conto terzi per marchi prestigiosi sia per linee proprie, spesso destinato al  mercato estero. Purtroppo, però, la buona volontà degli imprenditori e la specializzazione degli artigiani che lavorano in azienda non sono bastati. I finanziamenti per le piccole imprese che latitano, i giovani che iniziano a mal sopportare l’idea di subentrare ai genitori in azienda e forse un eccessivo campanilismo hanno causato enormi problemi alle PMI del distretto calzaturiero rodigino, impossibilitate all’accesso al credito e ai fondi necessari a compensare il calo nelle produzioni.

Soltanto recentemente gli imprenditori locali hanno iniziato a capire che per mantenere in piedi un’attività e continuare a dare lavoro “ai tosi” bisogna anche promuovere al meglio quello che si fa. Proprio per questo negli ultimi anni il distretto ha scelto di investire risorse nella partecipazione ad eventi di settore come il salone internazionale del calzaturiero Micam, a Milano.

Ma nel caso di un distretto formato da microimprese questo non può essere sufficiente. È necessario iniziare a mettere insieme le forze per puntare alla creazione di network in grado di ottenere credito per le imprese che ne fanno parte.

Cercare nuove vie di finanziamenti alle aziende, ottenere prestiti per la propria impresa ed accedere al credito sono sempre più attività indispensabili, anche se fino a poco tempo fa la parola chiave di tutti gli imprenditori locali era “Produrre!”. I finanziamenti per le imprese femminili e giovanili non bastano. Occorre convincere le banche a concedere credito alle PMI, a finanziare le attività delle piccole imprese, a far conoscere ai titolari di aziende spesso piccolissime le possibilità del factoring.

Troppo spesso vince la logica del “mors tua, vita mea”, del “finché chiudono le aziende degli altri per me va bene”. Ma per fare davvero impresa è sempre più indispensabile uscire dalla mentalità del “proprio orticello” tipica del paron veneto vecchio stampo ed imparare a lavorare in sinergia con le imprese della zona, per poter accedere a fonti di finanziamento più consistenti e a maggiori possibilità in grado di incentivare la ripresa del settore. Lavorare con passione e fare un prodotto di qualità ormai non basta più. Occorre mettere insieme la passione di tutti, uscire dalla mentalità concorrenziale ed entrare nell’ottica della collaborazione, non solo tra imprese ma anche con enti locali ed istituti di credito, per riportare il calzaturiero ad essere un settore trainante nell’economia polesana del futuro.