Non solo oro a Vicenza: dalla pelle nuova linfa all’economia locale

Studio Baldassi
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Il distretto Vicentino della Concia è il primo polo conciario italiano e tra i più importanti a livello internazionale. È formato da circa un migliaio di imprese localizzate tra Arzignano, Montebello e la Valle del Chiampo che occupano più di 10 mila addetti. Nella zona vengono lavorate pelli bovine e vitelline, destinate principalmente al settore dell’arredamento e, secondariamente, a quello della calzatura, dell’automotive, della pelletteria e dell’abbigliamento. Oltre a queste produzioni, nel distretto sono presenti aziende che fanno parte della filiera come quelle che producono macchinari per le lavorazioni della pelle e quelle che poi commercializzano il prodotto finito.

Il distretto ha conosciuto un periodo di crisi non indifferente negli ultimi anni, ma le imprese locali sono riuscite ad uscirne tramite la scelta strategica di esternalizzare le fasi di lavorazione meno critiche mantenendo all’interno, invece, quelle con maggior valore aggiunto.

La storia del distretto della concia inizia tra il 1700 e il 1800, ma è a partire dalla fine della seconda guerra mondiale che la lavorazione delle pelli nel vicentino conosce il suo periodo di massimo splendore: proprio in questi anni, infatti, la mentalità imprenditoriale si diffonde e i dipendenti delle grandi concerie decidono di aprire in proprio la loro attività, mettendo a frutto le conoscenze tecniche acquisite.

Le Piccole Medie Imprese che compongono il distretto Vicentino della Concia possono contare su una vetrina importante per valorizzare le proprie produzioni ed attrarre investimenti anche dall’estero, cioè la fiera Lineapelle che si tiene ogni anno a Bologna e raccoglie espositori provenienti da tutto il mondo. Ma le attività del Distretto hanno portato i produttori locali a varcare anche i confini nazionali per partecipare a manifestazioni come la “All China Leather Exhibition” di Shanghai.