Il distretto cartario di Capannori non teme la crisi

Studio Baldassi
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C’è un distretto in Italia, che non teme nessun tipo di crisi e che non ha bisogno di affidarsi alle esportazioni per poter lavorare. Tra le provincie di Lucca e Pistoia, infatti, sorge il distretto cartario di Capannori, in cui vengono realizzati tutti i prodotti di carta assimilati al tissue, cioè la carta igienica, i fazzoletti di carta, i tovaglioli, la carta assorbente e via dicendo: tutti prodotti di cui nel quotidiano è impossibile fare a meno. Un altro grande pilastro produttivo del distretto è anche il cartone ondulato per imballaggi, inoltre, sempre nella zona, vengono progettati e costruiti i macchinari necessari alle produzioni del distretto.

I numeri della produzione parlano chiaro: il distretto detiene il controllo di circa l’80% della produzione nazionale di carta tissue ed un valore prossimo al 40% della produzione di cartone ondulato nazionale, che però in questi anni sta subendo una leggera flessione.

Nel complesso il distretto della carta di Capannori conta circa un centinaio di aziende di medie dimensioni in cui lavorano 6.200 addetti diretti (che raddoppiano se si tiene in considerazione l’indotto e ai quali vanno aggiunti i 1.500 del comparto meccanico), per una produzione di 1 milione di tonnellate all’anno di tissue e poco meno di carta per imballaggi.

Il distretto cartario di Capannori è famoso anche per essere un distretto particolarmente attento all’ambiente che lo ospita, infatti nel 2013 si è classificato al secondo posto nella classifica dei 100 distretti industriali ecosostenibili (proprio dietro al vicino distretto tessile di Prato) stilata dalla Rete Cartesio, la rete formata da varie Regioni del centro-nord Italia, che analizza periodicamente la competitività ambientale dei principali sistemi produttivi italiani.