PMI agricole: piacciono ricerca e innovazione

Oltre l'80% utilizza sistemi informatici per la gestione aziendale.

Redazione MondoPMI
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Le PMI agricole italiane sono informatizzate, amano fare rete e hanno fame di sviluppo e innovazione. Questo è quanto emerge dall’indagine “Fabbisogni di ricerca e sviluppo nel settore primario”, condotta in collaborazione da FNIFC (Federazione Nazionale dell’Impresa Familiare Confagricoltura) e da PRIA (Progetti di Ricerca e Innovazione in Agricoltura).

L’analisi, realizzata su un campione di 130 imprese tra aprile e settembre 2015, ha mostrato che l’80% delle aziende adotta sistemi informatici ed è interessato alle attività di ricerca e innovazione. Il 75%, inoltre, ritiene che le reti di aggregazione siano vantaggiose. A mostrare maggiore interesse a questi temi sono gli imprenditori con il livello d’istruzione più alto.

Rispondere in modo efficace ai consumatori e ai fornitori con il fine di rimanere concorrenziali sul mercato, è la ragione che motiva questo interessamento. Gli imprenditori coinvolti appaiono fiduciosi su un incremento quali-quantitativo della produzione e di una conseguente riduzione dei costi, in modo da aumentare il valore aggiunto del prodotto.

Si mostrano, invece, più diffidenti ad innovazione e informatizzazione coloro che non dispongono di figure professionali ad hoc in azienda e/o di adeguate risorse economiche.

Tra i fattori agevolanti troviamo la collaborazione tra aziende e Università, i centri di ricerca e l’accesso ad agevolazioni finanziarie; il 68% del totale delle imprese intende realizzare progetti in cooperazione e utilizzare anche fondi FEASR (87%).

L’indagine, inoltre, ha evidenziato che: l’84% delle imprese utilizza sistemi informatici per la gestione aziendale, il 70% per contabilità e amministrazione, il 42% ha un sito e il 34% fa e-commerce. Infine, il 61% delle aziende che non usano sistemi informatici, intende farlo in futuro.

Image Credit: Shutterstock