Piccole Medie Imprese e disabilità: il caso Henable

Studio Baldassi
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Oggi intervistiamo Ferdinando Acerbi, startupper, ex atleta ma soprattutto fondatore di Henable, la startup che semplifica la vita alle persone diversamente abili.

#Digitalmenteabili è questo l’hashtag e il messaggio che vuole lanciare la società di Ferdinando, cercando di aiutare le persone con strumenti e soluzioni alla portata di tutti.

Attraverso la sua storia scopriamo cosa ne pensa del “mondo impresa” di oggi e delle opportunità che possono nascere per le persone disabili, grazie alla tecnologia e alla condivisione di esperienze.

Ciao Ferdinando, oggi su MondoPMI vogliamo parlare del tema della disabilità nelle imprese. Quali sono le attuali criticità, soprattutto nelle aziende di piccole dimensioni?

Ciao, come potrai immaginare è un tema molto complesso, in realtà il discorso, a livello amministrativo, è legato agli uffici del Collocamento Mirato, che si occupano appunto di collocare persone disabili all’interno del mondo del lavoro. Ovviamente le loro proposte si rivolgono principalmente a concorsi amministrativi, proposte di lavoro da parte di municipalizzate o grandi aziende, ed anche così è molto difficile che si crei il match giusto. In realtà per quanto riguarda le Piccole Medie Imprese si riduce tutto alla volontà/possibilità di chi cerca lavoro di muoversi in maniera autonoma e quindi proporsi in maniera “tradizionale”, il che fa di te, forse, una “preda” più appetibile.

Come è percepito il tema della disabilità nelle aziende italiane rispetto alle altre realtà europee? Quali sono le necessità normative/strutturali utili per migliorare la situazione professionale delle persone diversamente abili nelle aziende?

Di necessità ce ne sarebbero molte, non ultima quella di rendersi conto che le aziende oggi preferiscono pagare multe piuttosto di dotarsi della quota di persone disabili al loro interno. Si potrebbe pensare a perché questo accada e rendersi facilmente conto che il sistema odierno non soddisfa ne la domanda ne la richiesta, si basa sul criterio del primo posto disponibile per il primo della lista, spesso non tenendo conto delle capacità residue della persona e quindi assegnando molto spesso persone inadatte al ruolo proposto.

Insieme agli amici di Jobmetoo, una start up il cui CEO è disabile uditivo, ed ha personalmente avuto l’esperienza di essere assunto per un ruolo che non poteva svolgere, stiamo cercando proporre un cambio di paradigma che appunto si basi sull’analisi delle capacità residue della persona per creare dei match che abbiano senso.

Raccontaci il tuo progetto Henable. Come è nato e come può integrarsi nel mondo delle imprese?

Il nostro progetto nasce ovviamente dalla mia esperienza personale e dalla voglia di “cambiare le cose” attraverso tecnologie trasversali ed abilitanti, partiamo dal presupposto che nessuno tranne chi ne abbia esperienza diretta possa creare soluzioni veramente efficaci a problemi così complessi e non percepibili, quindi chiediamo alla nostra community di segnalarci disagi ai quali poi cerchiamo di creare una soluzione digitale.

L’integrazione con il mondo delle imprese, oltre all’iniziativa di cui sopra, potrebbe derivare anche dal fatto che Henable si propone di essere un portale di riferimento a 360 per tutto quello che riguarda la disabilità e quindi anche un luogo interessante per le imprese che vorrebbero proporsi e/o promuoversi all’interno di questo bacino, Il nostro obbiettivo finale è quello di diventare un incubatore/acceleratore verticale rivolto alla social innnovation, quindi il rapporto con il mondo impresa è sicuramente fondamentale

“Soluzioni digitali a problemi concreti” è la mission/claim di Henable. Raccontaci come avete concretizzato queste parole con le vostre soluzioni.

Come ti ho detto, noi non facciamo massimi sistemi ma ci occupiamo di digitalizzare ed automatizzare pratiche noiose e farraginose per i nostri utenti, a parte la, ormai nota, applicazione HenableZTL, che serve alla persona disabile per comunicare la sua richiesta temporanea di passaggio nelle Zona a Traffico Limitato delle varie città Italiane, stiamo per andare on line con il nuovo portale, che sarà il nostro maggior strumento di lavoro.

Conterrà due novità principali: la possibilità di caricare la tua proposta, che poi verrà analizzata dal nostro gruppo di lavoro ed eventualmente presa in carico per lo sviluppo, e la nuova chicca He-search, un nuovo motore di ricerca studiato per persone con disabilità e care giver, nell’ottica di rendere fruibili tutte le notizie che i vari siti istituzionali pubblicano riguardo alla disabilità ed alla sua gestione. E’ uno strumento potentissimo per ora indicizzato sui siti di tutti gli 8200 comuni Italiani, ora stiamo finendo lo screening di altre fonti tipo siti di regioni e provincie per quanto riguarda il collocamento mirato e blog di riferimento circa leggi, pratiche amministrative e quant’altro.

Cerchiamo così di creare un luogo interattivo per i nostri utenti e di semplificare loro l’accesso alle informazioni, con la presunzione di creare una statistica che ci permetta di studiare soluzioni (probabilmente riguardo ad accessibili dei siti, trasversalizzazione delle pratiche burocratiche che ad oggi sono diverse per ogni comune …) da poter proporre alle P.A.

Infine, ma non meno importante il nuovo portale comprenderà anche una sezione Market, dove ci proponiamo di dare visibilità a “tutte” le soluzioni ad oggi presenti sui vari market rivolte alla disabilità in generale, con il fine di fornire all’utente una vetrina costantemente aggiornata di prodotti pensati per le sue esigenze, in bella vista, recensite da chi le usa e soprattutto “raggiungibile” direttamente senza dover navigare per ore alla ricerca i prodotti che purtroppo o per fortuna non hanno una distribuzione tale da renderli famosi.

Spirito imprenditoriale: come vedi la situazione attuale delle PMI in Italia e quale pensi sia, secondo la tua esperienza personale, la ricetta per uscire dalla crisi?

Io penso, sinceramente, che la situazione non sia per nulla rosea, dove ti giri ti giri e trovi problemi e scontento, di contro credo che sia anche una buona occasione per dire finalmente basta e fare proposte concrete. Se avessi un po di tempo per entrare nei particolari , ti potrei parlare per ore di soldi spesi a vanvera per poca informazione o poca voglia di operare il cambiamento, parte di questi potrebbero essere reinvestiti in tante belle cose, basterebbe razionalizzare quello che ci sta intorno… una battaglia non facile ma sempre più necessaria, noi siamo in prima linea e ci aspettiamo l’aiuto di tutti … speriamo !!

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