Puglia: presidio Slow Food al Pomodoro Regina di Torre Canne

Redazione MondoPMI
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Anche il famoso Pomodoro Regina di Torre Canne, tipico dell’Alto Salento, coltivato tra Fasano e Ostuni, in Provincia di Brindisi, è stato recentemente inserito tra i presidi Slow Flood. Prodotto da valorizzare e tutelare per le sue particolari qualità organolettiche. È grazie al suo sapore unico e alla sua buccia consistente che garantisce una lunga conservazione, infatti, che è riuscito ad ottenere l’ambito riconoscimento.

L’obiettivo innovativo legato a questo prodotto è quello di riproporre un metodo di coltivazione utilizzato per secoli nelle famiglie contadine, restituendo importanza alla tutela delle tradizioni pugliesi anche nelle Piccole Medie Imprese agricole che attualmente si occupano della produzione.

Questa varietà di pomodoro viene coltivata ancora oggi secondo gli antichi metodi: i semi del Pomodoro Regina di Torre vengono posti a germinare a febbraio e successivamente, durante la primavera, si irrigano con acqua dolce, fino a quando il frutto si ingrossa e solo a questo punto si procede con acqua salmastra che conferisce al pomodoro quel sapore acidulo aumentandone la sua conservabilità nel tempo. Il frutto maturo, poi, viene raccolto da luglio a settembre.

Nei periodi dove si raccoglie una grande quantità di pomodori, si utilizza ancora la cosiddetta “ramasola” per conservarli: gruppetti di pomodori vengono raccolti insieme da un filo di cotone.

Molte aziende, nel rispetto della tradizione, producono una passata di pomodoro cento per cento Regina, oppure 30 per cento Regina e 70 per cento Fiaschetto. Da quest’ultima si produce una passata più equilibrata, senza aggiunta di conservanti né coloranti e nemmeno di acqua.

Per poter disporre di tutto questo per un lasso di tempo maggiore, da fine aprile si trapiantano le piantine di pomodori a scalare con quindici giorni di distanza una dall’altra.

Nel territorio vengono spesso organizzate anche visite per famiglie, scuole, o per chiunque fosse interessato a mantenere più vive che mai le preziosissime tradizioni pugliesi.

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