Ristorazione italiana: +10% di attività dal 2011

Molte però, faticano a superare il terzo anno di vita.

Redazione MondoPMI
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La nostra tradizione culinaria riscuote sempre più successo, anche per chi vuole fare della propria passione un lavoro. Sono i dati di Unioncamere-Infocamere a mettere luce sul boom di aperture di esercizi enogastronomici Made in Italy, che fino a fine 2015 hanno fatto registrare, da nord a sud, un aumento del 10%.

Solo la valle d’aosta in negativo

La differenza maggiore tra le regioni italiane per numero di attività di ristorazioni aperte dal 2011 ad oggi spetta al Meridione. Si aggiudica il primo posto infatti la Sicilia, con un aumento del 15% in soli cinque anni. A seguire si possono vedere Lombardia e Lazio. Cifra in negativo solamente per la Valle D’Aosta con un -2%. Ciò che emerge dalla lettura di questi dati è il boom di bar e ristoranti che spopolano nelle strade italiane. L’apertura di questi esercizi è all’ordine del giorno e anche nei paesini meno densi si trovano decine di attività.

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Quanto emerge dalla panoramica di Unioncamere-Infocamere sui dati delle imprese italiane è un bilancio sicuramente positivo. Un dato però a due facce: se da una parte abbiamo un incremento e un notevole sviluppo di microimprese, dall’altro lato abbiano una diffusa estinzione di buona parte di essi.

più aperture ma la durata media si accorcia

Alla fine dello scorso anno si contavano 367mila attività tra caffetterie (170mila) e ristoranti (197mila), per una crescita di oltre 31mila unità rispetto al 2011. A questo trend in crescita si registra inevitabilmente un altro dato da non trascurare: gran parte di questi esercizi spesso si ritrova a chiudere definitivamente le saracinesche nell’arco di poco tempo. Se la maggior parte di queste attività riesca ad affrontare la crisi dei primi anni, è soprattutto dopo il terzo compleanno che esse cessano di esercitare.

Stando alla media nazionale calcolata da Unioncamere, 3 su 4 cessano l’attività, ma città come Milano, Napoli, Roma e Firenze, resistono però al fallimento. I bar della capitale sembrano avere vita più facile con un 49% a superare le difficoltà, ma in vetta spicca il capoluogo toscano con un 57% ancora presente nel mercato.

Image Credit: shutterstock

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