Santa Croce, capitale del cuoio e del pellame toscano

Redazione MondoPMI
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Santa Croce sull’Arno è un paese di circa 15 mila abitanti che si trova in provincia di Pisa e che è molto conosciuto per essere uno dei luoghi più importanti in Italia per quanto riguarda la lavorazione della pelle e del cuoio (soprattutto pelli bovine, ma anche ovine, equine e suine). Nel comprensorio, infatti, viene prodotto il 98% del cuoio da suola nazionale e il 70% di quello dei Paesi dell’Unione Europea. Per quanto riguarda la produzione di pelli, invece, il distretto ne produce il 35% della quota nazionale per la realizzazione di calzature, pelletteria ed abbigliamento.

Le Piccole Medie Imprese che lavorano nel distretto producono due output tra loro fortemente collegati: da una parte le pelli e il cuoio lavorato, dall’altra le calzature in pelle con produzioni per la maggior parte artigianali.

Le prime attività conciarie nella zona intorno a Santa Croce sull’Arno si sono insediate nella metà dell‘800, ma è dopo la fine del secondo conflitto mondiale che si assiste all’espansione di questa attività. Con gli anni ’70, poi, inizia il processo di delocalizzazione degli insediamenti produttivi dai centri abitati alle zone industriali.

Il Distretto Industriale di Santa Croce Sull’Arno non è costituito soltanto dalle industrie delle pelli e del cuoio e delle calzature, in particolare suole e componenti, ma anche da molte aziende che si occupano di accessori in pelle (come borse, cinture e via dicendo), prodotti chimici e macchine per conceria, ricoprendo l’intera filiera della lavorazione della pelle, compresa la realizzazione delle calzature o del prodotto in pelletteria.

Insieme a quello di Arzignano (Vicenza), quello di Santa Croce è il principale polo produttivo italiano ed europeo di cuoio, ma il distretto è anche un punto di mondiale nella produzione di pellame di alta qualità per pelletteria, calzatura, abbigliamento e arredamento conciato al cromo e al vegetale.

Oggi il Distretto Industriale di Santa Croce Sull’Arno conta circa 300 aziende conciarie, cuoifici compresi, a cui si aggiungono circa 250 aziende che lavorano conto terzi e altrettante piccole e piccolissime imprese comunque collegate al settore e da esso direttamente dipendente, che costituiscono un importante indotto. Nella stragrande maggioranza di casi si tratta di imprese di piccola o piccolissima impresa, ma che messe tutte insieme danno lavoro a quasi 10 mila addetti.