Sirmione: terme e turismo al centro dell’economia locale

Redazione MondoPMI
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C’è un posto, sulle rive del Lago di Garda, dove turismo, benessere, enogastronomia, storia e cultura si uniscono in modo perfetto per rendere indimenticabile la permanenza a chi lo visita. Si tratta di Sirmione, paese sulla sponda bresciana del Lago, che al turismo lacustre aggiunge anche una grande tradizione termale e un passato ricchissimo di popolazioni che hanno lasciato tracce significative in ogni epoca storica. La sua felice posizione naturale e le diverse epoche storiche hanno lasciato a Sirmione segni così cospicui da offrire tuttora materia di nuovi studi e di nuove scoperte agli archeologi e agli storici. Fra tutte le testimonianze delle epoche passate, la più famosa è probabilmente la Villa Romana conosciuta con il nome di Grotte di Catullo, proprio perché si pensa che possa essere stata la dimora del poeta latino Valerio Caio Catullo.

La presenza di una fonte termale calda e solfurosa, la Bojola, era nota già da Rinascimento, ma solo alla fine dell’800 è stato possibile canalizzarla per sfruttare l’acqua. Dal 1896, quindi, la fonte che zampilla dal fondale a 250 metri dalla riva orientale del Garda ha permesso di avviare l’attività termale che ha reso Sirmione famosa in tutta Europa.

La zona intorno a Sirmione è famosissima anche per i suoi prodotti enogastronomici, come il vino Lugana e l’olio Garda Bresciano DOP. L’olivicoltura, in particolare, coinvolge un gran numero di Piccole Medie Imprese lungo tutte le fasi della filiera tra raccolta, lavorazione, conservazione e commercializzazione dei prodotti.

L’economia locale, quindi, si basa prevalentemente su piccole medie imprese attive nel settore del turismo e su produzioni della terra che favoriscono anche lo sviluppo di aziende agrituristiche. Il commercio, poi, gode di grande vivacità proprio grazie all’arrivo constante di turisti nella zona. Tutto l’indotto, quindi, risente positivamente della ricchezza turistica locale.