A cosa serve e come funziona la scheda carburante?

Tutti i dettagli sulla compilazione della scheda carburante

Redazione MondoPMI
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a cosa serve e come funziona la scheda carburante

La scorsa settimana abbiamo parlato di una delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2018 in tema di detrazione IVA carburanti, ovvero l’abolizione della scheda carburante dal 1° luglio prossimo. Ma facciamo un passo indietro per approfondire nei dettagli alcuni concetti fondamentali: a cosa serve e come funziona la scheda carburante? Quando va utilizzata e come va compilata? In questo articolo cercheremo di approfondire il concetto di scheda carburante e chiarire alcune nozioni sul suo utilizzo.

Cos’è, a cosa serve e come funziona la scheda carburante?

Andiamo ora ad approfondire il concetto di scheda carburante: cos’è, a cosa serve e come funziona? La scheda carburante consiste in un documento che consente la detrazione dell’IVA da parte di imprese e professionisti per l’acquisto di benzina, diesel o gas presso i distributori stradali. Questa modalità è in vigore da 40 anni e consente ai soggetti titolari di partita IVA di documentare le spese di rifornimento ed ottenere così la deduzione dell’imposta dal loro reddito.

Chi deve compilare la scheda carburante?

Spieghiamo ora quali sono i soggetti interessati: chi deve compilare la scheda carburante? La carta carburanti è stata introdotta dalla Legge n.31 del 21 febbraio 1977 e da allora i soggetti passivi IVA sono tenuti a compilarla per attestare le spese sul carburante. I titolari di partita IVA, quali imprese e liberi professionisti, possono infatti beneficiare della deduzione dell’imposta dal reddito sui costi sostenuti per il rifornimento di carburante per autotrazione nell’esercizio di impresa, arte o professione presso i distributori stradali.

Come compilare la scheda carburante?

Cerchiamo di chiarire come compilare la scheda carburante affinché sia valida per la detrazione dell’IVA. Come abbiamo visto, la carta carburante consiste in un documento che attesta le spese di rifornimento del soggetto titolare di partita IVA. Ai fini della detrazione, le spese vanno riportate in un modulo che deve essere conforme con il modello ministeriale allegato al DPR n.444 del 10 novembre 1997. La scheda carburante è sostitutiva della fattura ai fini della deduzione dell’imposta sul valore aggiunto dal reddito (come previsto dall’articolo 22 del DPR n. 633 del 26 ottobre 1972) e pertanto dovrà contenere una serie di informazioni fondamentali.

Cosa indicare nella scheda carburante?

Approfondendo gli aspetti più pratici, specifichiamo ora cosa indicare nella scheda carburante. Per essere valida ai fini della detrazione dell’imposta sul valore aggiunto, la scheda carburante deve obbligatoriamente riportare alcuni specifici dati del veicolo, del soggetto passivo IVA e le informazioni sul rifornimento.

Per prima cosa, la scheda carburante deve riportare gli estremi di individuazione del veicolo rifornito, ovvero:

  • Marca
  • Modello
  • Targa o numero di telaio

In secondo luogo, la scheda carburante deve contenere le informazioni sul singolo rifornimento, quali:

  • La data in cui il rifornimento è avvenuto
  • Il prezzo totale pagato (comprensivo di IVA)
  • I dati del gestore dell’impianto di distribuzione
  • La firma dell’addetto all’impianto che ha effettuato il rifornimento.

La carta carburante deve poi specificare gli estremi di identificazione del soggetto IVA che effettua il rifornimento. Oltre all’indirizzo del domicilio fiscale e al numero di partita IVA, dovrà indicare:

  • Per le società, ragione o denominazione sociale
  • Per le imprese individuali la ditta
  • Per i liberi professionisti il nome e cognome o il nome dello studio associato

Inoltre, se l’acquisto è effettuato da un dipendente che utilizza la propria vettura per conto dell’impresa, sarà necessario riportare i dati della persona a cui il veicolo è intestato.

Infine, le imprese hanno l’obbligo di indicare nella carta carburante anche il totale dei chilometri percorsi dal veicolo in oggetto, con cadenza mensile oppure trimestrale. Questo vincolo, che non è previsto per i liberi professionisti, mira a verificare la coerenza tra il numero di chilometri percorsi e le spese annotate sulla scheda.

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Come registrare la scheda carburante?

Vediamo ora come registrare la scheda carburante. Le spese per il rifornimento carburanti annotate sulla scheda carburante vanno registrate sul registro IVA acquisti ogni mese oppure ogni tre mesi. Da tale operazione dovrà risultare:

  • Il numero di registrazione
  • Il mese o trimestre a cui la scheda carburante si riferisce
  • L’importo dell’imponibile e quello dell’imposta

Quando utilizzare la scheda carburante?

Fino a quando si potrà utilizzare la scheda carburante? I soggetti titolari di partita IVA potranno compilare la carta carburanti per attestare le spese di rifornimento fino al 30 giugno 2018. Già dal 2011, la compilazione della scheda carburanti non è più obbligatoria ai fini della detrazione dell’imposta, se le spese per il rifornimento vengono effettuate tramite mezzi tracciabili come carta di credito, carta di debito o prepagata (per effetto del decreto legge 70/2011). A partire dal 1° luglio 2018 però questa duplice modalità verrà meno: i soggetti IVA potranno beneficiare della detrazione fiscale soltanto se il pagamento dei costi di rifornimento carburante saranno documentati a mezzo fattura elettronica.

Cosa cambia con l’abolizione della scheda carburante?

Cosa cambia a partire dal 1° luglio 2018 con l’abolizione della scheda carburante? Dopo l’abolizione della scheda carburante non sarà più possibile richiedere la detrazione dell’imposta sul valore aggiunto tramite la compilazione del modulo carta carburanti. La deduzione dell’imposta sarà possibile esclusivamente a fronte di un pagamento elettronico, ovvero effettuato tramite mezzi tracciabili quali:

  • Carte di credito
  • Carte di debito
  • Carte prepagate

L’abolizione della scheda carburante rientra tra le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2018. Questa normativa si inserisce nelle attività volte a semplificare il rapporto burocratico tra il contribuente e il Fisco e a contrastare l’evasione fiscale. A questa manovra si affianca l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati dal 2019. Non a caso, per le operazioni di cessione di benzina, diesel e gas, l’obbligo di fatturazione elettronica è anticipato al 1° luglio 2018, contestualmente con l’abolizione della scheda carburante.

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Image credit: shutterstock