Acconto di imposta: ecco come risparmiare utilizzando il giusto metodo

Metodi di calcolo dell'acconto d'imposta

Alberto Liviero
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acconto imposta

Spesso accade di dover spiegare ad un cliente, per la prima volta, il meccanismo del versamento del saldo e dell’acconto delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi e la reazione sembra mostrare talune perplessità. Vediamo perché!

I versamenti delle imposte sui redditi (Irpef o Ires) avvengono in 2 fasi: il saldo relativo all’anno oggetto della dichiarazione e l’acconto per l’anno successivo, che può essere pagato in una o in due rate, a seconda dell’importo.

Mentre il saldo delle imposte dell’esercizio precedente è un dato determinabile sulla base della dichiarazione dei redditi percepiti, con quale criterio viene calcolato l’acconto per l’anno successivo?

Il metodo naturale è quello storico secondo cui l’importo dell’acconto risulta pari all’imposta effettivamente dovuta per l’anno d’imposta precedente, nella misura del 100% della stessa.

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In alternativa, tenendo conto dell’andamento dell’anno in corso, è possibile determinare l’importo dell’acconto su base previsionale. Questa opzione è molto interessante poiché consente di ridurre la base imponibile di calcolo in funzione della ragionevole certezza di un minor reddito nel periodo per il quale si versa l’acconto. L’effetto quindi risulta meno invasivo nelle tasche del contribuente.

Si tratta però di un metodo con un elevato tasso di rischio poiché eventuali errori nella previsione potrebbero determinare in capo al contribuente l’irrogazione di sanzioni e interessi per versamenti di imposta insufficienti.

In linea generale, a prescindere dal metodo scelto, i versamenti dell’acconto sono effettuati in due tranche determinate nelle seguenti misure:

  • 40% a titolo di primo acconto entro il 30 giugno (2 luglio 2018 dal momento che il 3° giugno cade di sabato), ovvero entro il 20 agosto con la maggiorazione a titolo di interesse corrispettivo;
  • 60% a titolo di secondo acconto entro il 30 novembre.

Se l’importo dell’acconto è inferiore a 257,52 euro il versamento deve essere effettuato in un’unica soluzione entro il 30 novembre.

Per chi è interessato ad approfondire nel dettaglio quali sono le scadenze per il pagamento delle imposte IRPEF ed IRES, consiglio la lettura dell’articolo relativo alle date da ricordare per il 2018 relativamente al versamento delle imposte.

La scelta di un metodo piuttosto che l’altro è a discrezione del contribuente e in ogni caso per gli esercizi successivi questo non è vincolato all’adozione del metodo optato.

L’eventualità di poter rideterminare l’importo dell’acconto per l’anno d’imposta successivo è sicuramente una valida alternativa per alleggerire il carico fiscale che grava sul contribuente. Inoltre, in alcuni casi, il versamento dell’acconto non è dovuto.

A titolo meramente esemplificativo: il versamento dell’acconto non è dovuto quando non sono stati conseguiti redditi nell’esercizio in corso oppure quando l’imposta a saldo del periodo precedente risulta inferiore a 51,65€ (IRPEF) e 20,66 € di IRES.

Infine, per quanto riguarda l’acconto IRAP il relativo versamento deve essere effettuato secondo le stesse regole stabilite per le imposte sui redditi, mentre per l’addizionale comunale l’acconto è dovuto nella misura del 30%.

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Image credit: shutterstock