Aggiornamenti Google Analytics: i rischi per le Privacy Policy delle PMI

Se Google aggiorna i suoi servizi, le aziende devono aggiornare la propria Privacy Policy. Scoprite come e perché.

Redazione MondoPMI
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Google ha apportato in questi giorni un importante aggiornamento alla sua piattaforma Google Analytics: si tratta di modifiche alla funzione di Remarketing, il particolare strumento dell’advertising on line che consente di indirizzare messaggi pubblicitari al pubblico che ha già visitato il sito di un’azienda. Da oggi, il Remarketing di Google Analytics è in grado di tracciare il comportamento di un singolo consumatore su differenti dispositivi (computer, smartphone, tablet).

Cosa significa questo per le aziende? In primis l’adeguamento della Privacy Policy presente sul proprio sito o sul proprio e-commerce. In altre parole sarà necessario rivedere quella pagina in cui l’azienda informa gli utenti del sito:

  • di quali dati registrerà sul loro conto;
  • dell’uso che ne verrà fatto;
  •  delle possibilità che hanno per gestire la propria privacy nei confronti dell’azienda.

Questa necessità coinvolge anche quelle aziende che si servono di agenzie esterne per la gestione del proprio Remarketing: dovranno accertarsi dell’avvenuto adeguamento della propria Privacy Policy, indipendentemente dal fatto che operino direttamente sull’account Google Analytics. Anche per questo Google si è preoccupato di avvertire tutti gli utenti che utilizzano la funzione di Remarketing, in modo da consentire loro una valutazione di conformità delle Privacy Policy.

Si tratta in generale di un tema sensibile, di cui le aziende devono prendere coscienza: le conseguenze di un mancato adeguamento delle Privacy Policy possono essere pesanti: multe, controlli burocratici o sospensioni di servizio.
Dotarsi di Privacy Policy aggiornate e coerenti è fondamentale. Lo si può fare impiegando un legale interno o esterno, oppure si può ricorrere a strutture specializzate, reperibili anche on line, come Iubenda. Si tratta di realtà in grado di fornire in tempi rapidi una Privacy Policy su misura e perfettamente aggiornata.

Cosa è cambiato, e quali modifiche apportare alla Privacy Policy?

La modifica apportata è, in termini molto semplificati, la seguente: per gli utenti che possiedono un account Google, Google assocerà i dati dell’account attraverso i differenti strumenti che quegli utenti usano per la navigazione: traccerà quindi il loro percorso di navigazione sui differenti sistemi.
Questo è valido solo per gli utenti che abbiano dato consenso ad associare la loro cronologia di navigazione (sia su app che sul web) al loro account Google.

La cosa importante è, però, che questa modifica avviene senza nessuna azione da parte delle aziende, o di quegli utenti che abbiano già dato il consenso; pertanto, cambiano di fatto i dati che Google raccoglie (per conto delle aziende che usano Google Analytics funzione Remarketing). Le aziende sono tenute quindi a comunicarlo agli utenti.

Che informazioni bisogna dare in più agli utenti?

  • Quali funzioni di Google l’azienda stia utilizzando;
  • Come l’azienda ed altri fornitori utilizzino gli identificatori con cui tracciano il comportamento degli utenti;
  • Con quali azioni i visitatori del sito o dell’e-commerce aziendale possano disattivare le funzioni di Google Analytics utilizzate dall’azienda.

Queste sono dunque le modifiche necessarie per adeguare la Privacy Policy aziendale.
Tuttavia, l’argomento non si chiude qui: una Privacy Policy corretta deve essere coerente non solo con le norme Italiane, ma anche con quelle comunitarie in materia di riservatezza, consenso all’utilizzo dei dati e rispetto della Privacy. Inoltre, deve indicare chiaramente all’utente come disattivare tutte le funzioni che possono tracciare il suo comportamento, e non solo quelle relative all’ultimo aggiornamento di Google Analytics.

L’adeguamento della Privacy Policy è materia complessa, che non va sottovalutata e che andrebbe gestita con competenze sia legali che tecniche. Si tratta inoltre di un ambito in cui i cambiamenti sono frequenti, sia nella tecnologia che nella legislazione; è quindi necessario che le aziende abbiano la possibilità e l’accortezza di mantenersi sempre aggiornate, per non incorrere in sanzioni. Questi elementi depongono sicuramente a favore dell’affidamento della propria Privacy Policy a specialisti preparati.


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Per il resto potete sempre rivolgervi ad un buon legale ma si tratta di una scelta sicuramente molto più dispendiosa.


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Image credit: shutterstock