Aprire una PMI: novità per le società di capitali

Redazione MondoPMI
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La legge oggi tende a facilitare la formazione di PMI come “società di capitali” ma il capitale può non bastare per la garanzia dei creditori, vediamo perché.

Per “Società di Capitali” si raggruppano le società più strutturate che non comportano la responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali (fatta eccezione per i soci accomandatari di società in accomandita per azioni).

In queste Piccole Medie Imprese è previsto un organo amministrativo a cui è affidata la gestione della società, che può coincidere o meno con i soci.

La legge prevede che per costituire una società è necessario avere un capitale di:

  • 50mila euro per Spa o per società in accomandita per azioni;
  • 10mila euro per le Srl.

Il capitale di queste società, pensato come garanzia (per fornitori o banche), perde con la nuova legge di importanza per i creditori. Oggi infatti è possibile aprire una PMI come Srl (Srl Semplificata e Srl a capitale ridotto) con un capitale posizionato tra 1 e 9.999,99 euro.

Un vantaggio non da poco per le nuove aziende che in sede di atto costitutivo non sono tenute a versare obbligatoriamente il capitale per intero, ma solo il 25% ( a meno che la società non sia a socio unico, in tal caso è necessario versarlo integralmente).

Durante la vita di queste imprese se il capitale si riduce di oltre un terzo del suo valore nominale, la società deve attrezzarsi ed apportare provvedimenti per far fronte alla situazione.

Se la riduzione per perdite comporta la discesa del capitale sotto la soglia minima stabilita per legge la società è costretta ad effettuare una ricapitalizzazione. In alternativa può porsi in stato di liquidazione oppure trasformarsi in Società di Persone, nella quale non ci sono limiti minimi al capitale sociale.

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