Autorizzazione Unica Ambientale: ecco le ultime novità

Finita la prima fase di monitoraggio, le regioni hanno cominciato a lavorare

Redazione MondoPMI
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L’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), di cui avevamo già parlato in questo post, comincia a muovere i primi importanti passi verso la semplificazione degli adempimenti amministrativi delle procedure in materia ambientale che attualmente gravano sulle PMI.

Contenuta nel Decreto Legge cosiddetto Semplifica Italia durante il governo Monti di fine 2012, ha terminato la prima fase di monitoraggio a Giugno 2015, termine entro il quale le Regioni dovevano adeguarsi al nuovo modello integrando le normative di settore già esistenti.

L’autorizzazione ha una durata di 15 anni, con la possibilità da parte di ogni regione di estenderne la validità, ed in ogni caso deve essere accompagnata da una dichiarazione di autocontrollo un caso di scarichi pericolosi. L’AUA va rilasciata entro 90 giorni e deve essere rinnovata almeno sei mesi prima della scadenza semplicemente presentando una dichiarazione sostitutiva nell’eventualità le condizioni di utilizzo non siano variate.

A seguito della prima fase sono state individuate delle criticità che verranno risolte attraverso la predisposizione di un atto di indirizzo del Ministero dell’Ambiente, con l’attività di promozione mirata del nuovo modulo e dell’attuazione dell’AUA e con la predisposizione di proposte di modifica regolamentare.

L’AUA è il modello unico che va a sostituire sette diverse autorizzazioni: scarichi, acque reflue, emissioni in atmosfera, impatto acustico, fanghi di depurazione, smaltimento e recupero rifiuti. La nuova procedura andrà ad agevolare le imprese e i tecnici nella compilazione delle autorizzazioni. Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Piemonte sono le regioni che hanno già adeguato il modulo, mentre Calabria, Veneto, Umbria, Toscana, Sardegna, Lazio ed Emilia Romagna sono al lavoro sulla definizione delle procedure da attuare.

Per la lista completa delle regioni e i moduli relativi già in essere consultate il sito di Italia semplice.

 

Image Credit: Shutterstock