Blocco dei licenziamenti: le ultime novità

Quali sono i termini di scadenza del blocco dei licenziamenti decisi dal governo Draghi?

Redazione MondoPMI
0
0
operario con cartellina e penna

Il Decreto Sostegni ha prorogato al 31 ottobre il blocco dei licenziamenti, ma non per tutti.

 

Banca Ifis

 

Quando scadrà il blocco dei licenziamenti?

Il blocco dei licenziamenti istituito inizialmente dal Decreto Cura Italia nel 2020 è stato ulteriormente prorogato dal Decreto Sostegni approvato dal governo Draghi. A differenza di quanto previsto dalle precedenti proroghe, l’articolo 8 del DL Sostegni (DL n. 41/2021) ha differenziato la data di fine del blocco dei licenziamenti a seconda del tipo di ammortizzatore sociale a cui l’azienda ha fatto ricorso.

Il blocco dei licenziamenti è stato confermato fino al:

  • 30 giugno, per le aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria;
  • 30 ottobre, per chi ha usato gli ammortizzazioni sociali in deroga con causale Covid-19 (cassa integrazione in deroga, assegno ordinario e cassa integrazione salariale per gli operai agricoli).

Il provvedimento offre quindi una maggior tutela per i dipendenti di imprese di piccola dimensione e del settore terziario, le più colpite dalla crisi. Queste aziende potranno beneficiare della cassa integrazione per un massimo di 28 settimane nel periodo compreso tra aprile e dicembre, senza alcuna integrazione salariale a carico dell’azienda.

La proroga del blocco dei licenziamenti ha rinnovato anche la sospensione delle procedure di licenziamento collettivo in corso al 23 febbraio 2020 e il blocco dei tentativi obbligatori di conciliazione di fronte alla commissione provinciale.

Secondo le stime, a partire da luglio si potrebbero perdere dai 60.000 ai 100.000 posti di lavoro. I sindacati hanno chiesto al governo di lavorare a una ulteriore proroga del blocco, che potrebbe essere inserita nel decreto legge Sostegni 2.

Le cause di licenziamento autorizzate

Il blocco dei licenziamenti impedisce alle imprese di procedere con il licenziamento dei lavoratori per giustificato motivo oggettivo, sia che si tratti di un licenziamento individuale sia che si tratti di licenziamenti plurimi o collettivi.

Rimane invariata la possibilità di licenziare in caso di fallimento oppure di cessazione dell’attività. Sono autorizzati anche i licenziamenti per giusta causa e per giustificato motivo soggettivo, quelli riguardanti i dirigenti e i licenziamenti dei lavoratori domestici. Altre fattispecie che non sono ricomprese tra quelle interessate dal blocco sono i licenziamenti decisi durante o al termine del periodo di prova o al termine del periodo di apprendistato.

Le imprese potranno ridurre il numero dei dipendenti anche durante il periodo di blocco anche nel caso in cui abbiano siglato un accordo collettivo aziendale con le sigle sindacali più rappresentative finalizzato a un’uscita volontaria dei lavoratori.