Bozza della riforma fiscale: IRAP abolita e IRPEF ridotta

Semplificazione e crescita economica i principali obiettivi della riforma.

Redazione MondoPMI
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bozza della riforma fiscale

Le commissioni Finanze di Camera e Senato hanno presentato la prima bozza di riforma fiscale: tante le novità.

 

Banca Ifis

 

Come è strutturata la bozza di riforma fiscale

Il 30 giugno le commissioni Finanza di Camera e Senato hanno presentato la prima bozza della riforma del sistema tributario italiano. Il documento rappresenta il punto da cui partite per elaborare una legge delega da approvare poi in Parlamento.

La riforma è ispirata a due principi fondamentali:

  • Da un lato, semplificare il sistema tributario e garantire certezza ai contribuenti;
  • Dall’altro lato, stimolare la crescita.

Le proposte di riforma coinvolgono sia le imposte sui redditi di imprese e titolari di partite IVA sia le imposte sui redditi delle persone fisiche.

 

Le novità per le imposte di imprese e professionisti

La principale novità riguardante i redditi delle imprese è l’abolizione dell’IRAP. La scelta di abolire questa imposta è coerente con l’obiettivo di favorire la crescita economica, dal momento che l’IRAP finisce con il tassare i fattori produttivi. Il gettito generato dall’IRAP dovrebbe essere assorbito da altre imposte e in particolare dall’IRES.

Tra le ipotesi in discussione c’è anche la possibilità di reintrodurre l’IRI, imposta sui redditi delle imprese. L’imposta potrebbe essere applicata in maniera opzionale nei confronti delle società di persone e delle imprese individuali e prevede l’applicazione di un’aliquota proporzionale, a condizione che gli utili vengano reinvestiti nell’impresa.

È destinato a cambiare anche il sistema di pagamento del secondo acconto delle imposte sui redditi. Le commissioni Finanze hanno suggerito di introdurre la possibilità di rateizzare il pagamento del secondo acconto.

Secondo la bozza, potrebbe esserci una profonda revisione del sistema di pagamento di saldo e acconto. Nei mesi tra luglio e dicembre di pagheranno le rate mensili del saldo e del primo acconto, mentre nei mesi tra gennaio e giugno si pagheranno le rate mensili del secondo acconto, lasciando al contribuente la possibilità di scegliere di pagare il secondo acconto in un’unica rata.

Ad accompagnare la riforma del pagamento dell’acconto ci sarà anche la revisioneo l’abolizione – delle ritenute d’acconto.

Favorire la crescita è anche l’obiettivo perseguito per la revisione del regime forfettario. La riforma fiscale potrebbe prevedere un regime transitorio, della durata di due anni, riservato ai titolari di partita IVA che superano di almeno il 10% il tetto massimo di fatturato di 65.000 euro. Il regime transitorio permetterebbe di pagare un’aliquota fissa e leggermente maggiorata rispetto a quella prevista nel regime forfettario: si passerebbe dal 15% al 20% per l’aliquota standard e dal 5% al 10% per l’aliquota agevolata riservata alle partite IVA aperte da meno di 5 anni.

La riforma dell’IRPEF

La riforma dell’IRPEF è il principale pilastro della riforma fiscale al quale sta lavorando il Parlamento. L’obiettivo in questo caso è duplice: si vuole alleggerire la tassazione dei redditi medi, quelli compresi nella fascia tra i 28.000 euro e i 55.000 euro annui e si vuole armonizzare e semplificare il sistema delle detrazioni.

Le ipotesi sul tavolo sono diverse: si parla di riduzione delle aliquote per i ceti medi e di revisione degli scaglioni. C’è anche la volontà di intervenire sulle aliquote marginali e di ridurre il peso della tassazione dovuto al passaggio da uno scaglione al successivo.

Le detrazioni fiscali potrebbero cambiare profondamente. Nella bozza di riforma di parla infatti della possibilità di ottenere le detrazioni in maniera diretta, senza dover attendere il momento della dichiarazione dei redditi.