Capitale umano: i meccanismi di incentivazione

La normativa riguarda gli impatriati, gli “high net worth individual”, i docenti e ricercatori e i controesodati.

Redazione MondoPMI
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Con la circolare 17/E l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibili le linee guida e i chiarimenti riguardo le caratteristiche e i meccanismi degli incentivi che sono in vigore per “attrarre il capitale umano”. La normativa riguarda i regimi agevolati per le persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Italia.

I soggetti interessati sono:

  • gli “impatriati”, ossia lavoratori dipendenti o autonomi, manager, lavoratori ad alta specializzazione e laureati;
  • gli “high net worth individual”, ovvero persone che detengono un elevato patrimonio personale;
  • i neo residenti ad alta capacità produttiva;
  • i docenti e ricercatori;
  • i lavoratori “contro esodati”.

La normativa in dettaglio

Dal 1 gennaio 2017 per i lavoratori impatriati, che in possesso di specifici requisiti trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia per svolgere un’attività lavorativa, è prevista una riduzione del regime di imponibilità dei redditi che passa dal 70% al 50%, a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2017. La circolare dell’Agenzia delle Entrate illustra i requisiti di accesso alle agevolazioni, che sono stati semplificati considerevolmente, chiarendo che tale regime è applicabile anche ai manager in posizione di distacco, a partire dal periodo di imposta in cui è acquisita la residenza fiscale italiana.

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Per ricercatori e docenti è prevista una tassazione agevolata per i redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia per lo svolgimento dell’attività di docenza e ricerca che concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 10% e sono esclusi dal valore della produzione netta ai fini Irap. Tali agevolazioni si hanno a partire dal periodo di imposta in cui è acquisita la residenza fiscale italiana e per i tre periodi di imposta successivi. I requisiti per accedere al regime agevolato consistono nel possesso di un titolo universitario o equiparato e lo svolgimento per almeno due anni continuativi attività di ricerca e docenza all’estero.

Per quanto riguarda i contro esodati, ovvero i lavoratori che dopo essersi trasferiti all’estero sono rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2015, possono optare per il regime agevolato su una base del 70% per i redditi conseguiti nel 2016 e del 50% per gli anni che vanno dal 2017 al 2020. Tra i requisiti di acceso alle agevolazioni è prevista la residenza continuativa in Italia negli ultimi due anni, la cittadinanza in uno dei Paesi dell’Unione Europea e l’iscrizione nelle liste anagrafiche della popolazione residente.

Infine, per il regime opzionale di imposizione sostitutiva per i nuovi residenti, è stata introdotto con l’articolo 24 bis della Legge di Bilancio, l’incentivo per il trasferimento nel nostro Paese di soggetti ad alta capacità contributiva.

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Image credit: shutterstock