Cassa integrazione ordinaria e in deroga: chi può usufruirne?

Cassa integrazione ordinaria, in deroga e assegno ordinario: sono i trattamenti agevolati cui le imprese possono fare appello durante il periodo dell’emergenza.

Redazione MondoPMI
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cassa integrazione ordinaria e in deroga

Come preannunciato dal Decreto Cura Italia, l’Inps ha fornito le prime indicazioni operative relative a:

  • Cassa integrazione ordinaria
  • Assegno ordinario
  • Cassa integrazione in deroga

valide nel periodo dell’emergenza epidemiologica. Vediamo, quindi, cosa prevedono.

Nuovo Decreto Rilancio per aiutare le imprese a ripartire: leggi il nostro articolo qui.

 

Banca Ifis

 

CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA

Chi può richiederla?

Le imprese che hanno dovuto sospendere o ridurre l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica, e che appartengono ad uno dei seguenti settori:

  • Imprese industriali manifatturiere, estrattive, di escavazione o lavorazione della pietra, di installazione di impianti, di produzione e distribuzione di energia, acqua o gas, e che si occupano della frangitura di olive per conto terzi;
  • Imprese addette ai trasporti, agli impianti elettrici e telefonici, all’armamento ferroviario, all’edilizia e affini, alla produzione di calcestruzzo
  • Cooperative agricole e zootecniche, e i consorzi che si occupano di trasformare e commercializzare i prodotti agricoli
  • Imprese industriali degli enti pubblici, ad eccezione di quelle il cui capitale sia interamente di proprietà pubblica.

Come possono richiederla?

Presentando la domanda di cassa integrazione ordinaria all’Inps, per via telematica, con causale “Emergenza COVID-19 nazionale”, anche se in precedenza hanno già avanzato la richiesta con un’altra causale (quest’ultima verrà, infatti, automaticamente annullata). La richiesta deve essere avanzata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui è iniziato il periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Le imprese che, al 23 febbraio, hanno già attivo un trattamento salariale straordinario, possono interromperlo per usufruire della cassa integrazione ordinaria. Sarà, inoltre, possibile autorizzare il pagamento diretto del lavoratore da parte dell’Inps, senza che il datore di lavoro debba dimostrare lo stato di difficoltà finanziaria della sua impresa.

Le imprese che non rientrano in una delle categorie sopra elencate possono richiedere la cassa integrazione in deroga.

 

ASSEGNO ORDINARIO

Chi può richiederlo?

I datori di lavoro che rientrano nel campo di applicazione dei Fondi di solidarietà e del Fondo di integrazione salariale.

Come possono richiederlo?

La domanda può essere presentata all’Inps, per via telematica, entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui è iniziato il periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Anche in questo caso, è indispensabile selezionare la causale “Emergenza COVID-19 nazionale” e non è necessario allegare la documentazione probatoria. I datori di lavoro potranno richiedere l’assegno ordinario anche se hanno già presentato una domanda con diversa causale. È possibile, infine, autorizzare il pagamento diretto al lavoratore senza dover comprovare le proprie difficoltà finanziarie.

 

Sia nel caso della cassa integrazione ordinaria, che in quello dell’assegno ordinario, le aziende non devono fornire alcuna relazione tecnica al momento della presentazione della domanda, ma soltanto l’elenco dei lavoratori beneficiari. Inoltre, non è dovuto il pagamento del contributo addizionale.

 

CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

Chi può richiederla?

Tutte le imprese del settore privato, ubicate in Regioni o Province autonome, che non possono usufruire della cassa integrazione ordinaria e che non fanno parte né del FIS né di Fondi di solidarietà, ad esclusione dei datori di lavoro domestico.

Le Regioni e le Province autonome possono riconoscere, per la sola durata dell’emergenza epidemiologica, e nel limite massimo di 3.293,2 milioni di euro per il 2020, trattamenti di integrazione salariale in deroga, per un periodo non superiore alle 9 settimane.

La cassa integrazione in deroga è un provvedimento aggiuntivo rispetto ai trattamenti in deroga già concessi alle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna precedentemente all’estensione della “zona rossa” su tutto il territorio nazionale.

Come possono richiederla?

La domanda va presentata alla Regione o alla Provincia autonoma di appartenenza. Per le imprese con più di 5 dipendenti, il trattamento è subordinato ad un precedente accordo tra la Regione e le organizzazioni sindacali (già stipulato in Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Puglia e Toscana).

La cassa interazione in deroga riguarda solo i dipendenti in forza al 23 febbraio 2020, non quelli assunti successivamente. Viene concessa tramite decreto regionale. Sono le Regioni a provvedere all’invio delle liste dei beneficiari all’Inps, che provvederà poi ad erogare le prestazioni con pagamento diretto.

 

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