Chiudere una partita Iva: come si fa?

Si può verificare che tutti i passaggi per la cessazione siano stati svolti correttamente attraverso un servizio online offerto dall’Agenzia delle Entrate.

Redazione MondoPMI
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Chiusura partita Iva

Può succedere che la realtà non corrisponda alle aspettative, e che quella attività commerciale, avviata dopo tanti sacrifici, che si sperava diventasse proficua, si riveli invece un completo fallimento. Ci si trova quindi costretti a dover chiudere la partita Iva, ma come fare? Da dove bisogna partire? E a chi bisogna rivolgersi?

COME SI CHIUDE UNA PARTITA IVA?

Se la data di nascita dell’attività è antecedente ad aprile 2010, ossia all’entrata in vigore dell’obbligo di iscrizione nel Registro delle Imprese, la partita Iva può essere chiusa per mezzo dell’Agenzia delle Entrate, purché vi sia espressa volontà da parte del titolare.

Se la fondazione dell’impresa risale ad una data successiva, invece, si deve fare appello alla procedura telematica della Comunicazione Unica della Camera di Commercio.

Non sono obbligati all’iscrizione nel Registro delle Imprese:

  • Professionisti
  • Collaboratori
  • Venditori porta a porta
  • Esercenti attività occasionali
  • Imprese agricole con volume d’affari inferiore ai 10.329€
  • Aziende coniugali
  • Associazioni tra imprese, professionisti e agricoltori
  • Enti non commerciali
  • Società di mutuo soccorso
Banca IFIS Impresa

 

QUANTO COSTA CHIUDERE UNA PARTITA IVA?

La chiusura della partita Iva tramite Agenzia delle Entrate è gratuita. Comporta un pagamento solo la cancellazione dal Registro delle Imprese (per le aziende obbligate all’iscrizione), che comprende le seguenti spese:

  • Diritti di segreteria
  • Modello R su supporto cartaceo (23€)
  • Modelli UL e S5 per via telematica (30€)
  • Supporto informatico digitale (50€)

CHIUSURA FORZATA DELLA PARTITA IVA

L’Agenzia delle Entrate procede con la chiusura della partita Iva nel caso in cui risulti che il soggetto titolare non abbia esercitato attività d’impresa nelle tre annualità precedenti all’accertamento. In questo caso, il contribuente viene avvisato dell’imminente chiusura tramite una comunicazione ufficiale. Una volta pagata la sanzione di 172€, il contribuente ha 30 giorni di tempo per presentare chiarimenti al fine di evitare la chiusura definitiva della partita Iva e il pagamento di un’ulteriore sanzione compresa tra i 500€ e i 2000€.

CHIUSURA DELLA PARTITA IVA PER MEZZO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

  • Da parte di un libero professionista o di una ditta individuale

Liberi professionisti e ditte individuali possono richiedere all’Agenzia delle Entrate la chiusura della partita Iva mediante il modello AA9/12 da presentare entro 30 giorni dalla cessazione dell’attività, secondo una delle seguenti modalità:

  • Forma cartacea, in duplice copia
  • Con raccomandata A/R, con allegato un documento di riconoscimento
  • Via telematica nel sito dell’Agenzia delle Entrate o su Fisconline.

Una copia del modello dovrà essere presentata alla Camera di Commercio di competenza del territorio.

In seguito, Agenzia delle Entrare e Camera di Commercio provvederanno a notificare agli enti INPS e INAIL la cessazione dell’attività, affinché venga chiusa la posizione contributiva.

  • Da parte di una società senza obbligo di iscrizione nel Registro delle Imprese

Società, enti e associazioni possono effettuare la chiusura della partita Iva mediante la compilazione del modello AA7/10. Anche in questo caso, l’apposita documentazione deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate dal titolare della partita Iva, entro e non oltre i 30 giorni dalla cessazione dell’attività, in forma cartacea o per via telematica.

La restante parte della procedura è analoga a quella del caso precedente.

COME SI VERIFICA L’AVVENUTA CHIUSURA DELLA PARTITA IVA?

Si può verificare che tutti i passaggi per la chiusura della partita Iva siano stati svolti correttamente attraverso un servizio online offerto dall’Agenzia delle Entrate che permette di verificare la validità di una partita Iva e di accedere ad altre informazioni come lo stato di attività di un’impresa, la sua denominazione o i dati anagrafici del titolare.