Collegi sindacali anti-fallimento: cosa una PMI dovrebbe sapere

Cosa comporta per le PMI la riforma del 16 marzo relativa alla nomina degli organi di controllo.

Redazione MondoPMI
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collegi sindacali anti-fallimento

A partire dal 16 marzo è entrata in vigore la riforma sull’obbligo per tutte le aziende di nominare degli organi di controllo anticrisi. Le piccole e medie imprese hanno tempo fino al 16 dicembre per selezionare i sindaci e i revisori che andranno a formare il collegio sindacale, il cui compito principale sarà quello di sottoporre ad analisi e verifica il sistema di controllo interno.

Cos’è il sistema di controllo interno

Si tratta di un processo finalizzato:

  • alla salvaguardia del patrimonio sociale
  • al perseguimento dell’efficienza e dell’efficacia dei processi aziendali
  • al miglioramento dell’affidabilità delle informazioni

Per raggiungere tali obiettivi, diventa indispensabile il monitoraggio dei rischi aziendali, compito fondamentale del sistema di controllo che deve essere in grado di identificarli e valutarli al fine di poterli gestire.

Quali professionalità potranno accedere al Collegio Sindacale

Si stima che circa 180 mila imprese dovranno, entro l’anno, designare i propri organismi di controllo mentre la domanda di nuove professionalità ammonta a 140 mila unità: possono candidarsi alla carica di sindaco, avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro, mentre per quella di revisore è necessario essere iscritti all’apposito registro.

La professione più coinvolta dalla riforma sarà quella dei commercialisti: secondo i dati raccolti da Aida e Bureau Van Dijk, incrociati con i numeri degli iscritti agli ordini territoriali, è al Nord che si verifica il maggiore scarto tra il numero di figure professionali disponibili e quello delle posizioni potenziali per sindaci e revisori. In Lombardia, più di 19 mila commercialisti non bastano a coprire una domanda di oltre 46 mila figure professionali; nel Veneto, si contano circa 11 mila posti che rimarrebbero vacanti, mentre in Emilia-Romagna se ne stimano all’incirca 9 mila.

Si prevede che la disposizione coinvolgerà anche numerosi avvocati, soprattutto quelli specializzati in diritto societario. Tagliati fuori, però, i più giovani: i collegi, per tradizione, sono occupati da avvocati dotati di fama e con alle spalle numerosi anni di esperienza, e questo limita notevolmente le possibilità di accesso da parte dei neolaureati.

Sindaci e revisori: si estende l’area di controllo

I compiti che sindaco e revisore verranno chiamati a svolgere in azienda saranno completamente ridisegnati e richiederanno nuove competenze: se in passato queste professionalità si occupavano principalmente di controllo della governance, ora dovranno essere in grado di conoscere le banche dati, elaborare statistiche settoriali, iniziare a fare i benchmark con il mercato e i vari competitor.

Per preparare i futuri membri del collegio sindacale allo svolgimento delle nuove mansioni, ordini e associazioni stanno organizzando corsi di formazione e aggiornamento. L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili offre, nelle proprie sedi territoriali, giornate di studio e seminari totalmente gratuiti sulla crisi di impresa e sulla gestione aziendale, mentre la Fondazione Centro Studi Unione Nazionale Giovani Commercialisti eroga una serie di corsi a pagamento il cui costo varia in base al numero dei partecipanti.

Coinvolgimento delle PMI

L’obbligo di nomina del collegio anticrisi riguarda tutte le imprese che, per due esercizi consecutivi, superano almeno una delle seguenti soglie:

  • 2 milioni di euro di totale all’attivo patrimoniale (a fronte dei 4,4 milioni precedenti)
  • 2 milioni di euro di ricavi delle vendite e delle prestazioni (a fronte degli 8,8 milioni precedenti)
  • 10 dipendenti occupati in media durante l’esercizio (a fronte dei 50 dipendenti precedenti)

I parametri preesistenti sono, quindi, stati ridotti per coinvolgere nel provvedimento la grande platea delle PMI, alle quali è dato un arco di tempo di 9 mesi per adeguarsi alla normativa vigente.

Anche nel caso delle imprese più piccole, il collegio sindacale dovrà occuparsi di verificare il grado di funzionamento del controllo interno al fine di valutarne la rischiosità. In particolare, le sue funzioni saranno quelle di:

  • Consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese;
  • Salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze.